Pagine

Visita il Primo Museo Didattico Templare Permanente in Italia!

Scopri la storia dei Templari con il Primo Museo Didattico Templare Permanente in Italia sito a Viterbo!

Vuoi visitare Viterbo?

Se vuoi visitare Viterbo, l'Appartamento uso turistico di Emiliano e Rosita è il punto ideale per la tua vacanza!

La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

martedì 4 marzo 2014

RINALDO DA MONTEVERDE

Nella seconda metà del Trecento imperversa, nella terra delle Marche, un personaggio che la tradizione ricorda a tinte fosche: il suo nome è Rinaldo da Monteverde, ma gli abitanti della città di Fermo (dove Rinaldo trovò meritata quanto orrenda fine) lo avevano chiamato il «secondo Nerone» e «tiranno di maledetta memoria». La sua storia, avventurosa e rocambolesca, assurge a paradigma della malvagità di un sistema di potere che, verso la fine del secolo, sembra avere le ore contate… All’inizio del Trecento, in un famoso passo della Commedia, Dante Alighieri osserva che ai suoi tempi «le città d’Italia tutte piene/ son di tiranni» (Purgatorio, VI, 124-125), mentre alla metà dello stesso secolo, Francesco Petrarca scrive in una lettera che le città dell’Italia centro-settentrionale sono oppresse da un’implacabile tirannide. Moltissimi sono i personaggi che animarono l’Italia delle signorie nel corso del Trecento: fra questi, Rinaldo da Monteverde, tiranno di Fermo dal 1376 al 1379, non è fra i piú noti o blasonati. Né la sua personalità può essere minimamente paragonata a quella dei maggiori signori della sua epoca, spesso promotori della cultura e mecenati. Tuttavia, la fama funesta che accompagnò la sua breve vicenda politica e la leggenda nera che fu creata subito dopo la sua morte ne fanno una figura interessante e per certi versi romanzesca, degna di una trama dalle tinte fosche. In realtà, protagonista di un romanzo lo fu davvero: nella stagione ottocentesca del feuilleton e del gusto gotico per i secoli bui, un letterato di Fermo, Filippo Eugenio Mecchi (1841-1923), pubblicò nel 1864 un romanzo storico dal titolo Rinaldo da Monte Verde, signore di Fermo nel secolo XIV. Nel racconto, non privo di enfasi oratoria, il protagonista viene dipinto come un uomo spietato e la sua fama di tiranno crudele acquista una valenza pedagogica: invita infatti tutti gli Italiani a rifuggire dalla tirannide, considerata «il castigo serbato da Dio al popol diviso». All’indomani dell’Unità d’Italia, dunque, nella concordia ritrovata, quella funesta pagina di storia, popolata di tiranni e di capitani di ventura, punteggiata da peste e carestie, serbava un sapore amaro: se valeva la pena di indugiarvi, era per prenderne subito le distanze. Tuttavia, la costruzione della pessima fama di Rinaldo non è soltanto frutto di una fervida sensibilità letteraria tardo-romantica. Fu, invece, il marchio d’infamia  che i suoi concittadini di Fermo vollero addossargli, dopo averlo fatto giustiziare pubblicamente nella piazza maggiore della città, nel giugno 1380. Paradossalmente, disponiamo di piú informazioni sulla damnatio memoriae di Rinaldo che sugli avvenimenti della sua vita, in larga parte oscura. Vale dunque la pena di ripercorrerla in breve. Rinaldo era figlio naturale di Mercenario da Monteverde, signore di Fermo dal 1331 al 1340, al quale toccò una sorte non meno crudele di quella che sarebbe spettata al figlio: fu infatti ucciso in un’imboscata tesa dai suoi nemici alle porte della città, e i cittadini fermani non lo ritennero neppure degno di sepoltura, tanto era l’odio civile che aveva saputo attirarsi. Dopo la morte del tiranno, a Fermo rimase la figlia legittima di Mercenario, Mitarella, una donna energica, che si diede molto da fare per recuperare il patrimonio del padre, prontamente confiscato dal Comune. Rinaldo, invece, fece ben presto perdere le sue tracce, fino a che non lo si ritrova in Lombardia come uomo d’armi, quasi sicuramente al servizio dei Visconti. Qui riuscí a compiere una brillante carriera militare e a garantirsi un buon matrimonio: sposò infatti Villanella (Luchina), una delle figlie del famoso condottiero di origine veronese Luchino Dal Verme. La sua vicenda biografica resta immersa nel buio fino al dicembre 1375, allorché riuscí a imporre la propria autorità su Fermo, molto probabilmente attraverso un colpo di Stato compiuto manu militari. Non conosciamo le circostanze contingenti che lo portarono alla repentina ribalta nella sua città di origine, dopo tanti anni di lontananza, ma è facile arguire che la sua potenza si basasse sulla disponibilità di agguerrite milizie e su una rete di solidarietà locali. Un ulteriore fattore di prestigio gli derivava dall’incarico di capitano di ventura, ricevuto in quello stesso anno dalla Repubblica di Firenze. Proprio in quell’anno, infatti, era scoppiato uno scontro armato in Italia centrale: la guerra degli Otto Santi, un conflitto rivolto da una lega di città – con in testa Firenze (il nome della guerra deriva appunto dagli «Otto della Guerra», i magistrati fiorentini preposti alla gestione dell’attività militare) e di cui facevano parte Bologna, Siena e Perugia – contro la Chiesa avignonese. Fermo si ribellò prontamente all’autorità della Santa Sede e Rinaldo poté quindi imporre il suo regime sulla città.  Ben presto, i successi militari gli arrisero uno dopo l’altro: nel marzo 1376, alla guida di soldatesche inglesi e tedesche, condusse a buon fine l’assedio di Ascoli, ultima città delle Marche rimasta fedele al papa. Un anno piú tardi guidò insieme ad altri masnadieri un assedio contro Macerata, sede della curia rettorale della Marca: l’operazione militare non raggiunse l’effetto sperato, ma nella battaglia in campo aperto che seguí riportò una vittoria schiacciante. Fra un’impresa e l’altra, come ogni capitano di ventura degno di questo nome, Rinaldo si dedicava a compiere scorrerie nel territorio, provocando guasti, compiendo reiterate azioni predatorie, mettendo a ferro e fuoco questo o quel centro delle Marche meridionali. Nel 1377 la parabola del suo successo toccò l’acme: nel gennaio di quell’anno Coluccio Salutati, cancelliere della Repubblica di Firenze, lo blandiva nelle sue lettere con chiare attestazioni di stima per le sue doti militari e gli assicurava pieno sostegno. Ma il vento favorevole avrebbe repentinamente mutato direzione. Nella città di Fermo il suo regime repressivo e brutale, basato sull’eliminazione sistematica degli avversari politici, dovette creare un solco sempre piú profondo e incolmabile fra il tiranno e i suoi pochi fedeli, da una parte, l’oligarchia locale e la popolazione, dall’altro. Nello scacchiere geopolitico dell’Italia centrale, la fine delle ostilità contro la Chiesa e l’agognato ritorno del papa a Roma finirono per privare il signore fermano di qualsiasi appoggio esterno. Il rapido rovesciamento di quel regime non tardò a compiersi: nell’agosto 1379 si scatenò infatti a Fermo una rivolta popolare contro l’odiato tiranno. Per sfuggire alla minaccia, Rinaldo, con la moglie e i due figli, difesi dalle sue milizie, si asserragliò nella cittadella del Girfalco, una possente fortificazione che dominava dall’alto la città. Ma dopo che i Fermani, con l’aiuto armato di forze esterne, riuscirono a espugnare il Girfalco, Rinaldo si diede a una rocambolesca e avventurosa fuga verso le roccheforti dell’entroterra, nelle quali poteva ancora tentare di organizzare la resistenza. Sono gli ultimi mesi della sua vita a indulgere al gusto romanzesco: Rinaldo si rifugiò dapprima a Montegiorgio, in collina, poi nel cassero di Montefalcone Appennino, un’alta roccaforte a strapiombo sulla valle, a due passi dai Monti Sibillini. Qui venne catturato nel maggio 1380, non certo perché gli facesse difetto l’abilità militare per resistere all’assedio, ma per il tradimento di alcuni uomini prezzolati dal Comune di Fermo. A questo punto della vicenda è il tono epico a prevalere. Condotto in ceppi a Fermo, Rinaldo si trovò al centro di una vera e propria festa collettiva organizzata in onore della sua esecuzione pubblica. Fu fatto entrare da una porta cittadina sul dorso di un asino, coronato di spine e con il viso rivolto verso la coda dell’animale, attorniato da una folla in tripudio, che indossava i vestiti variopinti delle diverse contrade urbane. Una volta giunto nella piazza principale di San Martino, fu giustiziato insieme ai suoi due figli maschi. Le fonti tardo-medievali però non concordano sulla pena inflitta e fanno letteralmente a gara per testimoniare quella piú crudele: il cronista fermano Antonio di Nicolò afferma infatti che Rinaldo fu decapitato, mentre le cronache romagnole sostengono che fu fatto a pezzi e che la sorte dell’impiccagione spettò ai suoi figli e ai suoi sostenitori, appesi alle mura cittadine. L’aspetto forse piú interessante dell’intera vicenda è rappresentato dalla sofisticata damnatio memoriae che fece seguito alla morte del tiranno. Un anno piú tardi, infatti, vennero collocate nella stessa piazza in cui si era tenuta la pubblica esecuzione le sculture in pietra delle teste di Rinaldo e dei suoi due figli, a perpetua e funesta memoria. Un cartiglio posto sulla bocca di Rinaldo recitava: «Tiranno fui pessimo et crudele»; un altro, rivolto idealmente ai suoi figli, recava invece un’iscrizione in rima: «Sol per mal far, di me e di Luchina / cari miei figli, pateste disciplina». Tale dispositivo esprimeva un gusto ludico-spettacolare e si riconnetteva alla pratica della «pittura infamante», diffusa nelle città italiane del Basso Medioevo, che consisteva nel ritrarre sulle pareti degli edifici pubblici i cittadini colpevoli di reati nei confronti della collettività. Ma ciò non doveva ancora bastare per gli abitanti di Fermo, che avvertivano l’esigenza di una sanzione formale della condanna. Cosí lo Statuto del Comune, promulgato nel 1383, nel cassare tutte le leggi introdotte da Rinaldo durante il suo regime, non risparmia epiteti infamanti nei suoi confronti: il signore viene infatti definito come un «secondo Nerone», «crudelissimo tiranno», «tiranno di maledetta memoria». Si decretò inoltre che ogni anno, il 2 giugno, a memoria della sua esecuzione, venisse celebrata una festa pubblica in onore di San Bartolomeo, il santo in calendario quel giorno, annoverato poi fra i protettori della città per averla liberata dalla «furia tirannica». Dunque, libertà repubblicana e oppressione tirannica non potevano essere avvertite e declinate in modo piú antitetico. A perpetua memoria per i posteri. 

Articolo di Francesco Pirani, per gentile concessione della rivista Medioevo n. 177/ottobre 2011


lunedì 3 marzo 2014

PETIZIONE ON LINE: SALVIAMO IL MUSEO DELL'ALTO MEDIOEVO

Per Salvare dalla chiusura il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo di Roma abbiamo creato una petizione. Il suo link è: https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministro_del_Mibact_Dario_Franceschini_Ci_rivolgiamo_a_lei_per_salvare_Il_Museo_Nazionale_dellAlto_Medioevo_Rm/. Stiamo cercando di raggiungere l'obiettivo di almeno 50'000 firme e il vostro aiuto potrebbe essere di nuovo molto utile nell'inoltrare e far circolare a quanti possibile questa mail di volta in volta a nuovi contatti.

Clicca qui per saperne di più la nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/nocloseMNAM
Account twitter: https://twitter.com/SaveMAME

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma come avete visto crescono se persone come noi man mano vengono coinvolte lungo il difficile percorso. Firma e passa parola :)

TEMPLARI - STORIA E LEGGENDA DEI CAVALIERI DEL TEMPIO



Esistono testimonianze perdute che continuano a costituire le radici della cultura occidentale e della sua specifica identità. Una storia delle tante perse nelle nebbie della leggenda è quella dei Templari, un fenomeno storico di ampia portata culturale, che ha lasciato tracce profonde nella cultura della nostra penisola. La Fondazione DNArt in collaborazione con il Mu.MA inaugura la mostra “Templari. Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio” con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, dell'Arcidiocesi di Genova, del Comune di Genova, della Provincia di Genova, della Regione Liguria e della Delegazione di Genova e Liguria del Sovrano Militare Ordine di Malta. L'esposizione, attraverso importanti e significativi reperti storico-artistici di variegata natura, (icone, scrigni, reliquiari, manoscritti, statue, troni, sigilli, lastre tombali, codici miniati) si prefigge di illustrare la questione templare innanzitutto come eredità storica, partendo direttamente dal contesto di questa epoca chiaroscurale sulla quale il visitatore potrà muoversi in un personale percorso di approfondimento e di scoperta. Il percorso espositivo introdurrà il tema del cammino sviluppandosi in nove sezioni contrassegnate da un simbolo, in questo modo il visitatore potrà confrontarsi con il più ampio tema del pellegrinaggio medioevale.

Templari - Storia e Leggenda dei Cavalieri del Tempio 
Commenda di Prè, Genova
28 marzo - 2 giugno 2014

Museoteatro della Commenda di Prè 
Piazza della Commenda, Genova
28 marzo - 2 giugno 2014

Orari:Martedì- Domenica 10-19;
Giorno di chiusura: Lunedì 

Info e prenotazioni:

Twitter @FondazioneDNArt
Facebook Templari Genova: https://www.facebook.com/templarigenova

Ufficio Stampa
MAD comunicazione


I Sezione 
la Regola 
SIMBOLO: IL SIGILLO 
STORIA: LA REGOLA 
PERSONAGGI: SAN BERNARDO - INNOCENZO II E ANACLETO II 

Contesto storico : La prima sezione traccia i lineamenti della regola Templare. Scrivendo l’elogio della Nuova Milizia Bernardo si inserisce nella diatriba tra il pontefice Innocenzo II e l’antipapa Anacleto II. La sezione illustra il sorgere dell’esperienza templare con particolare attenzione ai milites (i sette fondatori guidati da Ugo da Payns) alla loro Regola (istituita dal Concilio di Troyes), dell’influenza di Bernardo, alla vita quotidiana dei cavalieri e ai loro rapporti con il papato. 

Alcuni reperti esposti 
  • Codice manoscritto della Regola, XII sec, Biblioteca Accademia Lincei fondo Corsini, Roma 
  • Sigillo templare, Archives Nationales Parigi 
  • Messale templare, Archivio Capitolare di Modena 
  • Mosaico con ritratto di Bonifacio VIII, Palazzo Braschi Roma 
  • Bonifacio VIII indice il Giubileo, Affresco staccato, San Giovanni in Laterano, Roma 



II SEZIONE 
GERUSALEMME 
SIMBOLO: LA FORTEZZA 
STORIA: LA DIFESA DEI CONFINI ORIENTALI 
PERSONAGGI: BALDOVINO V E SALADINO 

Contesto Storico: Baldovino II, re di Gerusalemme, assiste alla fondazione dell’Ordine Templare durante il suo regno e con esso tenta senza successo di  conquistare Damasco nel 1129. Sessant’anni dopo Saladino conquisterà Gerusalemme contro l’ultima difesa di Baldovino V. I Templari operarono prima di tutto in Terrasanta in una lotta costante e quotidiana contro i musulmani d’Oriente. La sezione intende restituire 
il clima di quel fronte orientale con particolare attenzione alla vita quotidiana templare, alle condizioni logistiche, alle fortezze chiamate Baghras, Safita, Atlit o castello dei pellegrini, alle battaglie più importanti, ai rapporti con il Regno di Gerusalemme, con i sovrani cattolici e con i loro nemici più fieri come Saladino. 

Materiali esposti 
  • Manoscritto della Historia di Guglielmo di Tiro, Biblioteca Ambrosiana, Milano 
  • Acquamanile a forma di cavaliere, Museo del Bargello Firenze 
  • Pianta ideale di Gerusalemme, Koninklijke Bibliotheek, La Haye 

  

III SEZIONE 
LE CROCIATE E L'EUROPA
SIMBOLO: LO STENDARDO 
STORIA: LE CROCIATE 
PERSONAGGI: RICCARDO CUOR DI LEONE E LUIGI X IL SANTO 

Contesto Storico: Riccardo I partì per la crociata nel 1192, sconfisse più volte Saladino, ma non riconquistò Gerusalemme. Accordatosi con il Sultano assicurò ai crociati Giaffa e Ascalona e il libero accesso al Santo Sepolcro per i pellegrini, per tre anni. Partecipò al passagium anche Filippo II Augusto di Francia, ma in breve ritornò in Occidente. Suo nipote Luigi IX proseguì le iniziative di Filippo, partecipando alla III Crociata. La sezione offre una panoramica di ampio respiro sull’espansione dell’ordine in Europa con particolare attenzione agli aspetti militari ed economici. 

Materiali esposti 
  • Codice Sercambi, Come si fa lo perdon da Roma, Archivio di Stato di Lucca 
  • L’Armata di San Luigi a Mansurah, Biblioteca Nazionale di Francia 
  • Elmo a staro, Museo di Castel S. Angelo, Roma 



IV SEZIONE 
I GUARDIANI DEL TEMPIO
SIMBOLO: IL TEMPIO 
STORIA: TERRASANTA E LE RELIQUIE 

Contesto storico: Le Crociate erano nate dall’irresistibile richiamo verso i luoghi materiali che avevano visto la Passione di Cristo; la comunità cristiana di Terrasanta avverte il bisogno di fare una specie di “sacra archeologia” andando a ricercare un contatto fisico quanto più stretto possibile con quelle testimonianze. Dopo la IV crociata si creò una vera ondata di entusiasmo verso le reliquie che cominciarono ad essere trasferite in Occidente: l’enorme collezione imperiale di Costantinopoli, che gli imperatori bizantini avevano pazientemente raccolto per secoli nelle principali cappelle di Pharos e delle Blacherne, venne quasi interamente venduta dai nuovi imperatori latini complici le difficoltà economiche del loro governo. I dignitari del Tempio, in particolare, avevano speciale competenza nel riconoscere le reliquie autentiche e papi ed imperatori spesso affidarono loro simili missioni. I Templari divennero veri esperti d’Oriente e di Terrasanta al servizio dei re europei, fra i quali soprattutto Luigi di Francia. Costui rappresenta l’ultima incarnazione del re medievale, il modello raffigurato negli specula principis, l’ultimo re crociato. Con la sua morte si chiude un’epoca intera. La sezione serve a contestualizzare l’orientalizzazione della cultura e della liturgia templari ma anche il fasto di cui circondavano il culto, argomento che Molay usò addirittura in sede processuale per difendere l’ortodossia dell’Ordine. 

Materiali esposti 
  • Lastra tombale di Cavaliere Templare Pallavicino, Abbazia di Fontevivo, Parma 
  • Lastra tombale di Cavaliere Templare, Museo Archeologico di Napoli 
  • Capitello di chiesa con simbolismo templare, Abbazia di Saccargia Sassari  



V SEZIONE 
PRESCELTI NEL SEGNO DEL SANGUE
SIMBOLO: IL GRAAL 
STORIA: ICONOGRAFIA TEMPLARE 

Contesto storico: I Templari si consideravano i guerrieri eletti del Cristo. L’etica di base dettata da San Bernardo venne ulterioriormente sviluppata associando ai Templari il tema del sacrificio (coloro davano il sangue per la salvezza del Cristianesimo e della Terrasanta) e della passione di Cristo. Il segno del sangue, esplicitamente richiamato dalla croce rossa che era loro simbolo esclusivo, divenne un elemento simbolico fondamentale. Fu addirittura creata una liturgia ad uso esclusivo del Tempio che celebrava in maniera particolare l’istituzione dell’Eucaristia con un singolare rito di comunione sotto la sola specie del sangue. Probabilmente è da queste originalità che si diffuse la leggenda, narrata dal poeta Wolfram von Eschenbach, che fossero proprio i Templari a custodire il Santo Graal. 

Materiali esposti 
  • Santo Volto di Monoppello, Duomo di Pescara 
  • Reliquiario in argento di Santo Stefano, Chiesa di Santa Maria la Greca di Putignano 
  • Reliquiario della Santa Croce o Stauroteca, detta Crux Veliterna, Museo Capitolare di Velletri 
  • Modello del Santo Sepolcro in pietre preziose, Museo degli Argenti, Firenze 


  
VI SEZIONE 
I TEMPLARI E L'ITALIA 
SIMBOLO: SAN GIORGIO 
STORIA: IL CONTROLLO DELLE VIE DEI PELLEGRINI 
PERSONAGGI: INNOCENZO III, GREGORIO IX E FEDERICO II 

Contesto storico: Innocenzo III organizza la IV Crociata che si conclude con il tragico saccheggio di Costantinopoli, minando definitivamente i rapporti tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa d’Occidente. Federico II preferirà ai Templari i Cavalieri dell’Ordine Teutonico. Con la caduta di Acri e la nuova posizione politica di Bonifacio VIII il Tempio si converte in organismo finanziario, usato all’occorrenza dal potere papale per fini militari (guerre nel Lazio e in Romagna). L’Italia fu una regione importante per i Templari; dalla Puglia alla Liguria, dalla Toscana al Piemonte, le magioni templari costellavano il territorio, sviluppando localmente la rete viaria, l’economia e il flusso di pellegrinaggi (in armi e disarmati). Un’attenzione tutta particolare all’interno del percorso espositivo è offerta dalla situazione lombarda, grazie alla riproduzione di una mappa 
dettagliata delle fondazioni templari sul territorio, realizzata sulla scorta dei recenti studi. Dopo a soppressione dell’Ordine i beni passarono ai Cavalieri di San Giovanni. 

Materiali esposti 
  • Miniatura raffigurante Federico II e il Sultano Al-Kamil, XIV Biblioteca Apostolica Vaticana 
  • Ciborio con Cristo e figure di Santi, Basilica del Santo Sepolcro di Barletta  


VII SEZIONE 
I NEMICI DEL TEMPIO 
SIMBOLO: IL GIGLIO 
STORIA: LA SPACCATURA INTERNA ALL’ORDINE E L’ATTACCO DI FRANCIA 
PERSONAGGI: BONIFACIO VIII E FILIPPO IL BELLO 

Contesto storico: Attraverso la ricostruzione delle tappe, che portarono all’arresto di tutti i templari di Francia, al loro processo, alle torture e al rogo di alcuni di loro, nonché alla loro assoluzione ad opera della Chiesa a Chinon, con lo scioglimento definitivo dell’Ordine, sarà possibile ricostruire scientificamente il dossier delle accuse, e le ragioni sottese alle assoluzioni dei templari nei processi in Italia. Lo studio della posizione del papato - indebolito dalla sconfitta di Bonifacio VIII e dalla sorte simile riservata dal re di Francia agli ebrei e ai lebbrosi - ricollocherà il tragico epilogo dell’avventura templare sul piano della politica e del mutamento profondo che all’inizio del XIV secolo avviene in europa: i giudici ecclesiastici sostennero, anche contro il parere di Clemente V, che non era possibile utilizzare la tortura durante gli interrogatori. 

Materiali esposti 
  • Filippo il Bello, Clemente V al concilio di Vienne da Heures du Marechal, British Library 
  • Filippo il Bello con la propria famiglia, Libro di Kalila, Paris, Archives Nationales 


VIII SEZIONE 
LA CADUTA DEL TEMPIO 
SIMBOLO: IL ROGO 
STORIA: LA CONDANNA DELL’ORDINE E LA PERSECUZIONE 
PERSONAGGI: PAPA CLEMENTE V E FILIPPO IL BELLO 

Contesto storico: Al concilio convocato a Poitiers da Clemente V il portavoce del re di Francia chiese al Papa di attivarsi affinché l’Ordine templare fosse ripudiato dalla Chiesa, in caso contrario il papa sarebbe stato abbandonato dal più cristiano dei sovrani. Clemente V cedette al ricatto e alcuni templari furono condannati al rogo dal re di Francia Le ricchezze e il loro senso di autonomia, i caratteri esotici della religiosità templare furono gli elementi che risultarono decisivi per lo scioglimento dell’Ordine. I pochi reperti templari in nostro possesso sono nulla in confronto alle affermazioni dell’ultimo Gran Maestro secondo il 
quale il numero e la ricchezza delle reliquie e degli arredi sacri delle chiese dell’Ordine fosse eguagliato solo da quello delle cattedrali (e osservando le immagini della maestosa Rotonda del Tempio di Parigi o del Tempio di Londra, si ha il forte sospetto che dicesse la verità). Filippo il Bello in questo modo si liberò dei suoi debiti verso l’Ordine e poté acquisire le ricchezze delle fondazioni templari in Francia. 

Materiali in mostra 
  • Bolla Vox in excelso con lo scioglimento del Tempio, Archivio Segreto Vaticano 
  • Archivum Arcis, Arm. D 217; pergamena di Chinon con l’assoluzione pontificia ai capi del Tempio penitenti, Archivio Segreto Vaticano 
  • Registro Avignonese 48, fascicoli con l’inchiesta pontificia (cc. 437r-451v), Archivio Segreto Vaticano 
  • Miniatura con il rogo di Jacques de Molay, Villani, Cronica - Biblioteca Apostolica Vaticana 

IL GIARDINO DEGLI ARANCI

File:Ripa - giardino degli aranci 04.JPG

Il Giardino degli Aranci si trova sul colle Aventino, a Roma. E' un parco di circa 7800 metri quadri e domina la città Eterna. Il nome si riferisce, ovviamente, agli innumerevoli aranceti che si trovano in quello che era parte dell'antico fortilizio eretto dai Savelli (infatti è conosciuto anche come Parco Savello) tra il 1285 e il 1287 nei pressi della suggestiva Basilica di Santa Sabina su un castello preesistente del X secolo appartenente alla famiglia dei Crescenzi. Così come strutturato, il giardino risale al 1932 per opera di Raffaele Vico dopo che una norma urbanistica aveva deciso di rendere questo parco aperto al pubblico. Famoso per essere anche meta di passeggio di notissimi attori, quali Nino Manfredi ha due slarghi e la piazza centrale è dedicata a Fiorenzo Fiorentini altro grande attore Romano. Suggestiva è la fontana posta all'ingresso di piazza Pietro d'Illiria: è composta da una vasca termale e un mascherone di marmo scolpito nell'anno 1593 per onorare una fontana nel Campo Vaccino (l'attuale Foro Romano, luogo di pascolo). Il parco dispone di tre ingressi: Attualmente il parco dispone di tre ingressi: il principale, in piazza Pietro d'Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra, uno in via di Santa Sabina ed il terzo sul clivo di Rocca Savella.

IL LUOGHI DE "LA GRANDE BELLEZZA" A ROMA

Film Vincitore del Premio Oscar 2014 come Miglior Film in Lingua Straniera

-Schede e modalità di visita luogo per luogo-
Orari, costi e modalità soggetti a modifiche
Consultare il sito del comune di roma per il turismo
tel 060608 oppure www.060608.it





Cannone del Gianicolo, Fontanone, Colosseo, Piazza Navona, Colle Aventino, Parco degli Acquedotti, Tempietto di San Pietro in Montorio, Terme di caracalla, Fontana di Trevi, alazzo Braschi, Villa Medici, i Musei capitolini, Palazzo Sacchetti, Palazzo Altemps sito nei pressi di Palazzo Madama, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Indirizzi Utili....


Terme di Caracalla


Indirizzo: Viale delle Terme di Caracalla, 52
Telefono: Info e prenotazioni +39 06 39967700 (lun-ven 9-18; sab 9-14)
Telefono: scuole: +39 06 39967200 (lun-ven 9-18; sab 9-14)
Sito web: http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/terme-caracalla
Acquisto online: www.coopculture.it/ticket_office.cfm
9.00–16.30 dal 2 gennaio al 15 febbraio
9.00–17.00 dal 16 febbraio al 15 marzo
9.00–17.30 dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo
9.00–19.15 dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto
9.00-19.00 dal 1 settembre al 30 settembre
9.00–18.30 dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre
9.00–16.30 dall’ultima domenica di ottobre al 31 dicembre
Lunedì ore 9.00-14.00
La biglietteria chiude un'ora prima
I sotterranei sono chiusi il lunedi
Chiuso 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre


Palazzo Braschi

Telefono: 0039 060608 dalle 9.00 alle 21.00
Fax: 0039 06 67108303
Sito web: www.museodiroma.it
Email: museodiroma@comune.roma.it
Email: eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali privati
Facebook: www.facebook.com/pages/Museo-di-Roma/69865034818
Prenotazione telefonica: Per gruppi e scuole 060608 tutti i giorni 9.00-21.00. Con la prenotazione è possibile evitare la fila presentandosi direttamente alla cassa.
Twitter: http://twitter.com/museiincomune


Musei Capitolini

Telefono: 0039 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Fax: 0039 06 6785488
Sito web: www.museicapitolini.org
Email: info.museicapitolini@comune.roma.it
Email: eventi.aziendali@zetema.it per eventi speciali
Acquisto online: www.ticketclic.it/database/B2c/order.cfm?siteDefID=189&LN=39
Facebook: www.facebook.com/pages/Musei-Capitolini/53052291503
Prenotazione telefonica: Per gruppi e scuole 060608 tutti i giorni 9.00-21.00. Con la prenotazione è possibile evitare la fila presentandosi direttamente alla cassa.
Twitter: http://twitter.com/museiincomune


Palazzo Sacchetti

Indirizzo: Via Giulia, 66
Telefono: +39 06 68308950 (lun-ven 9.00-15.00) info e prenotazioni
Visite su richiesta per associazioni culturali o gruppi dal lunedì al venerdì prenotando telefonicamente.
Modalità di partecipazione: Prenotazione obbligatoria


Palazzo Altemps

Indirizzo: Via di Sant'Apollinare, 46 - Via di Sant'Apollinare, 8
Telefono: Info e prenotazioni +39 06 39967700 (lun-ven 9.00-18.00, sab 9.00-14.00) - 06 684851 - biglietteria 6872719
Sito web: http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-palazzo-altemps
Tipologia: Museo archeologico, Museo statale


Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Telefono: +39 06 3226571 - 06 3201706
Fax: +39 06 3202010
Sito web: http://villagiulia.beniculturali.it
Email: sba-em@beniculturali.it
Acquisto online: www.ticketeria.it/villagiulia-ita.asp
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Museo-Nazionale-Etrusco-di-Villa-Giulia/615688271780576
Twitter: https://twitter.com/VillaGiuliaRm




domenica 2 marzo 2014

CONFRATERNITA INTERNAZIONALE DI VOLONTARIATO DELL'ORDINE DEI CAVALIERI TEMPLARI CRISTIANI "JACQUES DE MOLAY"

Caserta: si è svolta con tutta la pioggia battente all’interno del bellissimo Duomo di Caserta Vecchia la Cerimonia di Vestizione dei Cavalieri Templari Cristiani Jacques De Molay,  nella cattedrale dedicata a San Michele Arcangelo erano presenti circa duecento persone dopo la cerimonia e i saluti dei vari ordini intervenuti, per omaggiare la figura dell’ultimo Gran Maestro Templare Jacques De Molay  è stato presentato in prima in assoluta, esclusiva il Libro(unico esemplare) e più grande del Mondo contenente “Il Mistero della Polvere di Vento e La Mappa segreta dei Templari”. Il fratello e Maestro Edoardo Grecò autore dello stesso, dopo la Celebrazione della santa Messa nel corso del Conviviale, ha spiegato dettagliatamente la polvere di Vento all’interno di questo enorme  Libro con  dimensioni  75 cm x 55 con un peso che può variare da 36 -37 kg essendo questo soggetto al variare di temperatura giornaliera, a causa delle caratteristiche dei materiali vari(vegetali) Polvere di Vento, di segreta composizione, mistura che fu scoperto dai Monaci guerrieri Templari in Oriente, che fu usata per realizzare libri, pergamene e stampe varie. Materiale vivo che tutt’oggi viene usato dal maestro Edoardo Grecò, autore del suddetto libro gigantesco. per la realizzazione delle sue opere artistiche e pubblicazioni di manoscritti. Il libro contiene una importante mappa segreta dei Cavalieri Templari e la spiegazione scientifica della Polvere di Vento.
Il programma della giornata Templare di Caserta prevedeva  la riapertura dell' Accampamento al Castello Sforzesco da parte dei giovani Volontari della Protezione Civile di Caserta , ma per la forte pioggia ingessante si è dovuto modificare  il programma dell’evento causando qualche minuto di ritardo per l’inizio della cerimonia alle   11.30 circa a visto la processione d’ingresso nel Duomo dei 20 tra  Novizi Cavalieri e Novizie Dame composto da: prof.Luigi Malerba di Reggio Calabria, Capitano della Croce Rossa Nicola Capobianco di Napoli, Imprenditore Giovanni Cusano di Caserta, il Sindaco di Sirignano Raffaele Colucci, il Sindaco di Rubik (Albania) Gjok Yuka, il Sindaco di Ruschin Ndue Gega, l’Avv. Adrian Leka , il dott. Francesco Pisauro di Napoli, il Tenente Fabrizio Rovelli di Roma  dei Corpi Internazionali Sanitari , dott. Paolo Manna di Napoli,  dott. Vincenzo Desidery di Napoli, le dame avv.Justina Perleka, l’avv. Patrizia Surace, dr.ssa Armida Vitale, dr.ssa Edda Cioffi, Colonello dei Cospit Donatella Convertini di Taranto,  Colonello Mirella Abbatini di Roma, il Ten. Loretta Micheloni di Verona, la Sig.ra Giuseppina Cervasio Napoli; al seguito alcuni Ordini e Confraternite Cavallereschi ospiti. Gran Priore del Gran Priorato di S. Ignazio di Loyola. Cavalieri dell'Ordine di Sua Santità il Papa. (Italia) S. E. Colonel (R) Don Giulio Martini Giancarlo OCSSPSIL; I Cavalieri Templari dell’Osmtj Unitau 1804 Priore Generale D’Italia Gennaro Luigi Nappo; , l’Ordine  dei Cavalieri Templari della Natività Gran Maestro Principe Luigi Garbo di Montechiaro; , Legione dei Cavalieri di Vittorio Veneto Priore Campania Cav. Michele Gargiulo , Ordine dei Cavalieri del Tempio di  Salomone, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine di San Giovanni di Malta, e tanti altri , alla chiusura della processione il Capitolo con il Gran Priore Internazionale della Confraternita Templare Cristiani Jacques De Molay Fr. Massimo Maria Civale Marchese di San Bernardo  con le autorità ecclesiastiche, sul coro si è dato inizio alla liturgia religiosa da parte di Mons. Don Pietro De Felice e Don Salvatore Zacaria.Dopo la liturgia si è passata alla vestizione dei Novizi con il rito cerimoniale Templare, molto particolare e suggestivo la presenza del Capitolo formato da 9 Cavalieri , che hanno ufficialmente accolti nella casa  della Confraternita Templare Jacques De Molay, i nuovi fratelli.
Dopo la vestizione  nel pomeriggio è stato siglato vari Trattati di Amicizia e Fratellanza tra due Comuni Albanesi Rubik e Roschen , oltre gli Ordine:  dei Cavalieri Templari della Natività, l’ Osmtj Unitau 1804 e Legione Cavalieri di Vittorio Veneto con  La Confraternita Internazionale di Volontariato dei Cavalieri Templari Jacqyues De Molay.

Prossimo appuntamento della Confraternita Jacques De Molay e a Parigi il 18 Marzo per concludere le iniziative nel ricordo di Jacques De Molay  Gran Maestro del Ordine dei Cavalieri Templari.

Nella notte del 13 ottobre 1307, a Parigi, veniva arrestato in nome di Re Filippo, il Bello, Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari. In seguito Jacques de Molay fu condannato al rogo assieme al compagno di prigionia Goeffrey de Charney. Il rogo fu consumato a Parigi sull'isola della Senna detta dei giudei, nei pressi di Notre Dame, il 18 marzo dell'Anno Domini 1314. Da quel giorno lontano la storia ha ceduto il passo al mito, ed i Templari, che il re aveva cercato di far tacere, hanno continuato a far parlare di se intere generazioni. La nostra Confraternita Internazionale di Volontariato dei Cavalieri Templari Cristiani dedicata a Jacques De Molay, con la collaborazione della Nobile Accademia dei Santi di Sorrento, l’Università Popolare di Caserta , l’Accademia Federico II e l’Accademia delle Culture e Scienze Internazionali con il patrocinio dal Comune , insieme a tantissimi altre Confraternite ed Associazioni neo Templari sia in Italia che all’Estero, hanno dato inizio alle cerimonie dei 700° anniversario dell’ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari Jacques De Molay, per ricordare questa figura storica dell’ultimo Gran Maestro JACQUES DE MOLAY dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme , due Eventi Culturali e Storici, il primo ieri a Caserta e il secondo a Parigi, l'approfondimento dei fatti che caratterizzarono i Poveri Cavalieri del Tempio di Cristo.  

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...