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martedì 16 luglio 2019

ITINERARIO DI SIGERICO

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L'Itinerario di Sigerico rappresenta la più importante e antica "guida" alla Via Francigena, il percorso che portava a Roma e che costituiva una delle più importanti vie di comunicazione. Prende il nome dall'Arcivescovo del Canterbury Sigerico che, di ritorno a Roma, scrisse un vero e proprio diario... L'itinerario acquisì notorietà quando Rotari, Re dei Longobardi, dopo la conquista della fortezza della Cisa e della Marictima (la costa ligure) stabilì una via di comunicazione principale che diverrà nota come la "via Francigena di Monte Bardone". Nel 990, Sigerico tornò da Roma dove ottenne il Pallio dalle mani del Sommo Pontefice e decise di descrivere le settantanove tappe del suo itinerario verso Canterbury in maniera estremamente precisa tanto che ha consentito agli studiosi di tracciare l'originale tracciato della via Francigena.

Il testo originario

«Adventus archiespiscopi nostri Sigeric ad Romam : primitus ad limitem beati Petri apostoli : deinde ad Sanctam Mariam scolarn Anglorum: ad Sanctum Laurentium in craticula : ad Sanctum Valentinum in ponte Molui : ad Sanctam Agnes : ad Sanctum Laurentium foris murum : ad Sanctum Sebastianum : ad Sanctum Anastasium : ad Sanctum Paulum : ad Sanctum Bonefatium : ad Sanctam Savinam : ad Sanctam Mariam scolam Graecam : ad Sanctam Ceciliam : ad Sanctum Crisogonum : ad Sanctam Mariam Transtyberi : ad Sanctum Pancratium. Deinde reversi sunt in domum. Mane ad Sanctam Mariam rotundam : ad sanctos apostolos : ad Sanctus Johannes in Laterane. Inde reficimus cum domini apostolico Johanno : deinde ad Jerusalem : ad Sanctam Mariam majorem : ad Sanctum Petrum ad Vincula : ad Sanctum Laurentium ubi corpus ejus assatus fuit. Iste sunt submansiones de Roma usque ad mare. I Urbs Roma. Il Johannis VIIII. III Bacane. IIII Suteria. V Furcari. VI Sce Valentine. VII Sce Flaviane. VIII Sca Cristina. IX Aquapendente. X Sce Petir in Pail. XI Abricula. XII Sce Quiric. XIII Turreiner. XIV Arbia. XV Seocine. XVI Burgenove. XVII Aelse. XVIII Sce Martin in Fosse. XIX Sce Gemiane. XX Sce Maria Glan. XXI Sce Peter Currant. XXII Sce Dionisii. XXIII Arne Blanca. XXIII Aqua Nigra. XXV Forcri. XXVI Luca. XXVII Campmaior. XXVIII –Luna. XXIX Sce Stephane. XXX Aguilla. XXXI Puntremel. XXXII Sce Benedicte. XXXIII Sce Moderanne. XXXIV Philemangenur. XXXV Metane. XXXVI Sce Domnine. XXXVII Floricum. XXXVIII Placentia. XXXIX Sce Andrea. XL Sce Cristine. XLI Pamphica. XLII Tremel. XLIII Vercel. XLIV Sca Agath. XLV Everi. XLVI Publei. XLVII Agusta. XLVIII Sce Remei. XLIX Petrecastel. L Ursiores. LI Sce Maurici. LII Burbulei. LIII Vivaec. LIV Losanna. LV Urba. LVI Antifern. LVII Punterlin. LVIII Nos. LIX Bysiceon. LX Cuscei. LXI Sefui. LXII Grenant. LXIII Oisma. LXIV Blaecuile. LXV Bar. LXVI Breone. LXVII Domaniant. LXVIII Funtaine. LXIX Chateluns. LXX Rems. LXXI Corbunei. LXXII Mundlothuin. LXXIII Martinwaeth. LXXIV Duin. LXXV Atherats. LXXVI Bruwaei. LXXVII Teranburh. LXXVIII Gisne. LXXX Sumeran.

Delle settantanove località attraversate da Sigerico nell'itinerario originale, trentaquattro sono le città: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Châlons-sur-Marne, Bar-sur-Aube, Besançon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhià, Vercelli, Pavia (deviazione per Bobbio), Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza, (deviazione per Parma), Fornovo di Taro, Pontremoli, Aulla, Luni, Carrara, Camaiore, Lucca, Porcari, Altopascio, San Genesio, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa, Siena, San Quirico d'Orcia, Acquapendente, Montefiascone, Bolsena, Viterbo, Sutri, Roma.

Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 Km circa al giorno.

Itinerario in Italia

Lazio
I Urbs, Roma, Borgo Leonino,
II Johannis VIIII, oggi La Storta,
III Bacane, oggi Valle di Baccano, nel comune di Campagnano di Roma,
IIII Suteria, oggi Sutri,
V Furcari, oggi Vetralla,
VI Sce Valentine, oggi Bulicame presso Viterbo,
VII Sce Flaviane, oggi Montefiascone,
VIII Sca Cristina, oggi Bolsena,
IX Aquapendente, oggi Acquapendente.

Toscana
X Sce Petir in Pail., oggi Podere Voltole nel comune di Abbadia San Salvatore,
XI Abricula, oggi Le Briccole o anche Bricola nel comune di Castiglione d'Orcia,
XII Sce Quiric., oggi San Quirico d'Orcia,
XIII Turreiner., oggi Torrenieri, nel comune di Montalcino,
XIV Arbia, oggi Ponte d'Arbia, nel comune di Monteroni d'Arbia,
XV Seocine, oggi Siena,
XVI Burgenove, oggi Abbadia a Isola nel comune di Monteriggioni,
XVII Aelse, oggi Pieve d'Elsa, località scomparsa nei pressi di Gracciano d'Elsa, nel comune di Colle di Val d'Elsa,
XVIII Sce Martin in Fosse, oggi Molino d'Aiano, nel comune di Colle di Val d'Elsa,
XIX Sce Gemiane, oggi San Gimignano,
XX Sce Maria Glan., oggi Pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, nel comune di Gambassi Terme,
XXI Sce Peter Currant., oggi Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, nel comune di Castelfiorentino,
XXII Sce Dionisii, oggi Borgo San Genesio, sito archeologico nel comune di San Miniato,
Attraversamento dell'Arno.
XXIII Arne Blanca, oggi Fucecchio,
XXIV Aqua Nigra, oggi Ponte a Cappiano nel comune di Fucecchio,
XXV Forcri, oggi Porcari,
XXVI Luca, oggi Lucca,
XXVII Campmaior, oggi Camaiore.

Liguria
XXVIII Luna, oggi Luni, sito archeologico presente nel comune omonimo,
XXIX Sce Stephane, oggi Santo Stefano di Magra.

Toscana
XXX Aguilla, oggi Aulla,
XXXI Puntremel, oggi Pontremoli,
XXXII Sce Benedicte, oggi Montelungo, nel comune di Pontremoli.

Per il Passo della Cisa.
Emilia-Romagna
XXXIII Sce Moderanne, oggi Berceto,
XXXIV Philemangenur, oggi Felegara, nel comune di Medesano (o forse Fornovo di Taro, oppure ancora località I Filagni qualche chilometro a nord di Fornovo),
XXXV Metane, oggi Medesano (o forse Costamezzana nel comune di Noceto),
XXXVI Sce Domnine, oggi Fidenza,
XXXVII Floricum, oggi Fiorenzuola d'Arda,
XXXVIII Placentia, oggi Calendasco (Piacenza).

Attraversamento del Po.
Lombardia
XXXIX Sce Andrea, oggi Corte Sant'Andrea frazione del comune di Senna Lodigiana,
XL Sce Cristine, oggi Santa Cristina,
XLI Pamphica, oggi Pavia,
XLII Tremel, oggi Tromello.

Piemonte
XLIII Vercel, oggi Vercelli,
XLIV Sca Agath., oggi Santhià,
XLV Everi, oggi Ivrea.

Valle d'Aosta
XLVI Publei, oggi Pontey, (o forse Montjovet) ,
XLVII Agusta, oggi Aosta,
XLVIII Sce Remei, oggi Saint-Rhémy-en-Bosses.

Per il passo del Gran San Bernardo.
Itinerario in Svizzera

Canton Vallese
XLIX Petrecastel, oggi Bourg-Saint-Pierre,
L Ursiores, oggi Orsières,
LI Sce Maurici, oggi Saint-Maurice e Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno.

Canton Vaud
LII Burbulei, oggi Versvey nel comune di Yvorne, presso Aigle,
LIII Vivaec, oggi Vevey,
LIV Losanna, idem Losanna,
LV Urba, oggi Orbe,

In Francia
Franca Contea
LVI Antifern, oggi Jougne, Cappella di Saint-Maurice,
LVII Punterlin, oggi Pontarlier,
LVIII Nos, oggi Nods,
LIX Bysiceon, oggi Besançon,
LX Cuscei, oggi Cussey-sur-l'Ognon,
LXI Sefui, oggi Seveux.

Champagne-Ardenne
LXII Grenant, idem Grenant,
LXIII Oisma, oggi Humes nel municipio di Humes-Jorquenay,
LXIV Blaecuile, oggi Blessonville,
LXV Bar, oggi Bar-sur-Aube,
LXVI Breone, oggi Brienne-la-Vieille,
LXVII Domaniant, oggi Donnement,
LXVIII Funtaine, oggi Fontaine-sur-Coole, nel municipio Faux-Vésigneul,
LXIX Chateluns, oggi Châlons-en-Champagne,
LXX Rems, oggi Reims.

Piccardia
LXXI Corbunei, oggi Corbeny,
LXXII Mundlothuin (in Monte Loduni), oggi Laon,
LXXIII Martinwaeth (Martini Vadum), oggi Seraucourt-le-Grand,
LXXIV Duin, oggi Doingt.

Nord-Passo di Calais
LXXV Atherats, oggi Arras,
LXXVI Bruwaei, oggi Bruay-en-Artois o Bruay-la-Buissière,
LXXVII Teranburh, oggi Thérouanne,
LXXVIII Gisne, oggi Guînes,
LXXIX (?)
LXXX Sumeran, oggi Sombre (in olandese Someren) presso Wissant.

Per il Canale della Manica.
In Inghilterra
Kent
(?), oggi Dover.
(?), oggi Canterbury.

giovedì 31 luglio 2014

DOPO 24 ANNI RIAPRE L'INGRESSO A ROMA DELLA VIA FRANCIGENA



Dopo ben ventiquattro anni riapre il tratto della via Francigena che permetteva l'accesso a Roma, a nord della Capitale. La via Francigena è lunga 1600 chilometri e rappresentava il percorso che i pellegrini dovevano fare da Canterbury per arrivare a Roma per poi ripartire verso la Puglia dove li attendevano navi pronte al lungo viaggio verso la Terrasanta. Il tratto romano della via Francigena subisce alcune piccole variazioni e corrisponderebbe alla Cassia e alla Trionfale precisamente il sentiero che attraversa la Riserva dell'Insughereta e Monte Mario per un totale di 18 chilometri e 600 metri comprendendo anche il Parco di Veio. Non ci saranno barriere architettonica, la zona sarà ricca di aree verdi ed accessibili senza difficoltà. Il terreno è già percorribile e a settembre verranno installati anche cartelloni e sedute. Lungo la via sarà possibile ammirare la Tomba di Nerone, Villa Marranti e Villa Madama unitamente alle varie aziende agricole che avranno la possibilità di vendere i propri prodotti locali. 

Per i tratti più interessanti, cliccare questo sito http://www.francigenalazio.it/

venerdì 20 settembre 2013

ARCHITETTURA PROTOROMANICA TRA VIA FRANCIGENA E VIA TEUTONICA 21 SETTEMBRE 7 DICEMBRE

Conferenze, seguite da cena, promosse dal Centro Studi Romei. Autunno-inverno 2013. Sabato 21 settembre ripartono le conferenze del Centro Studi Romei su "Architettura protoromantica tra via Francigena e via Teutonica". Le attività, in programma abitualmente il sabato, per chi fosse interessato alle vie di pellegrinaggio e di viaggio nel medioevo inizia con Tuoro sul Trasimeno (ritrovo ad Arezzo uscita Autostrada).  Il 5 ottobre sarà la volta di Radicofani, il 19 ottobre Pieve di Sant'Appiano, il 9 novembre Castello di Porciano a Stia, il 23 novembre Pieve di San Vincenzo a Torri, infine il 7 dicembre si conclude il programma 2013 con Sant'Andrea in Percussina. Il Centro Studi Romei ha sede presso la Basilica di San Miniato al Monte a Firenze e realizza monografie, pubblicazioni periodiche (tra cui la rivista "De Strata Francigena"), mostre e convegni di studio sulle vie di pellegrinaggio nel Medioevo.  

giovedì 22 novembre 2012

VIA FRANCIGENA, PRONTA LA VARIANTE FINALE DEL TRATTO PIEMONTESE

É stato completato il quarto e ultimo tratto del tratto piemontese della Via Francigena, lo storico tragitto di pellegrinaggio che da Canterbury giunge fino a Roma. I 170 chilometri del percorso appena concluso conducono i viaggiatori da Torino fino al confine con la Liguria attraversando le province di Asti e Alessandria. La via Francigena è l’itinerario che fin dall’Alto Medioevo veniva seguito dai pellegrini di tutta Europa per raggiungere Roma. Il percorso partiva da Canterbury, nel Regno Unito, e attraversava Francia e Italia. Nel 2004 è stato dichiarato dal Consiglio d’Europa “Grande Itinerario Culturale Europeo” come l’altrettanto famoso Cammino di Santiago de Compostela in Spagna. In Italia il tour parte dal Gran San Bernardo e attraversa Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana fino ad arrivare nel Lazio. Il tratto piemontese si compone di 650 chilometri: a partire dal 2010 la Regione ha dato il via a opere di restaurazione e  valorizzazione dell’antico tragitto, suddividendo i lavori in 4 parti. Si è iniziato dalla Via Francigena Morenico Canavesana – che inizia dal confine con la Valle d’Aosta e attraversa appunto il territorio Canavese – proseguendo poi con la Via Francigena della Val di Susa – che dal Moncenisio o dal Monginevro arriva sino al fondovalle – per finire poi con i due percorsi che partono da Torino: la Via Francigena Torino – Vercelli e la Via Francigena verso il mare. Proprio quest’ultima parte è stata completata recentemente: comprende un percorso di circa 170 chilometri tra i territori del Monferrato e delle province di Asti e Alessandria. Si tratta di una variante dell’itinerario storico tradizionale della Via Francigena che si addentra maggiormente nel Piemonte: la camminata è prevalentemente collinare e transita lungo importanti luoghi di culto sia antichi (come pievi romaniche), sia moderni, fino a giungere ai valichi tra Alpi e Appennini da cui si scorge il mare.

Fonte: http://www.montagna.tv

venerdì 26 ottobre 2012

INAUGURATA LA PRIMA TARGA RICORDO SULLA VIA FRANCIGENA

Una targa per ricordare il primo cartello segnaletico della via Francigena ed un raduno del Club Alpino Italiano sono stati al centro della scorsa domenica a Monteriggioni. In vista infatti dell'anniversario dei 150 anni della fondazione del Club Alpino italiano, il Cai di Siena ha organizzato un grande raduno al quale hanno partecipato circa 500 soci provenienti da tutte le province toscane ed anche da fuori regione. Glie scursionisti del Cai si sono ritrovati presso il campo sportivo di Gracciano nel comune di Colle di val d'Elsa per poi seguire il tracciato della via Francigena ed arrivare fino a Monteriggioni.Ad Abbadia Isola ad attendere i camminatori per il ristoro a metà della passeggiata c'era l'assessore di Monteriggioni, Adriano Chiantini, che prima ha rivolto ha salutato anome dell'Amministrazione comunale gli ospiti e poi ha loro illustrato lastoria e le opere d'arte presenti nello storico complesso abbaziale. Dopo il pranzo consumato nel chiostro del complesso monumentale, pranzo preparato dalla donne e dagli uomini dell'Abbi, l'Associazione di Beneficenza di Badia Isola, sempre seguendo il tracciato della Francigena e guidati dal presidente Massimo Vegni e da Chiantini, i soci del Cai hanno proseguito alla volta del castello.Ad attendere i camminatori, fuori della porta di ponente, c'era il sindaco Valentini, che li attendeva per scoprire insieme a loro ed al loro presidente senese una targa a memoria del primo cartello del tratto italiano della via Francigena inaugurato nell'ottobre del 2(X)7 dall'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi, insieme al ministro della cultura, Francesco Rutelli. Valentini ha ricordato la spinta che questo evento ha dato ad un ulteriore sviluppo del cosiddetto turismo lento e consapevole, un fenomeno che si affianca al flusso, sempre più consistente, di pellegrini che viaggiano su questa strada per raggiungere la tomba dell'Apostolo Pietro, a Roma. Il sindaco ha voluto anche esternare un sincero ringraziamento a tutti i volontari del Cai che collaborano con gli enti locali sull'itinerario della Francigena dall'Arno fino alle porte di Siena nell'opera di monitoraggio e manutenzione del percorso ribadendo che è importante creare delle opere, dei tragitti, ma è altrettanto importante programmare contemporaneamente la loro manutenzione e chi se ne dovrà occupare.Una delle prossime opere di messa in sicurezza del percorso è stata già progettata in collaborazione con l'amministrazione provinciale e riguarderà il tratto fra la Colonna e l'ultima salita di ascesa al castello. 

venerdì 5 ottobre 2012

VIA FRANCIGENA, FIRMATO IL PROTOCOLLO PER I NUOVI INTERVENTI


La via Francigena è oggi un insieme di strade e sentieri che ripercorrono i tracciati che nel Medioevo conducevano i pellegrini alle tre principali mete religiose cristiane: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Il tratto toscano, di 394 chilometri, parte dal Passo della Cisa ed entra nel Lazio a Ponte a Rigo, attraversando territori di particolare bellezza e città importanti, alcune delle quali sono nate e si sono sviluppate per merito di questa Via. Nel 2009 è stato avviato da parte della Regione Toscana un programma di interventi per la messa in sicurezza dell’intero percorso. Il tratto che ricade sul territorio della provinciale è articolato in quattro tappe per le quali la Provincia di Lucca e i comuni del territorio negli anni passati hanno realizzato alcuni interventi e altri sono in corso di realizzazione grazie anche a finanziamenti regionali per un totale di 1 milione e 308mila euro di investimenti.Per proseguire i lavori di messa in sicurezza i comuni di Altopascio, Camaiore, Capannori, Lucca, Massarosa, Montecarlo, Pietrasanta, Porcari, Seravezza e la Provincia di Lucca questa mattina hanno siglato un importante protocollo di intesa che prevede il completamento degli interventi necessari alla messa in sicurezza del tracciato. Questi nuovi interventi sono stati individuati grazie ad un approfondito lavoro di monitoraggio portato avanti dall'amministrazione provinciale. Sulla base dell'indagine, è stato attivato un confronto con i comuni che ha consentito di definire il masterplan. La firma del protocollo sancisce l’intesa fra Provincia e Comuni e permetterà di fare richiesta di nuovi contributi per un totale di oltre un milione di euro (bando regionale in scadenza il prossimo 15 ottobre). Il protocollo ha durata triennale, la Regione infatti ha fissato al 28 febbraio 2014 il termine dei lavori. “Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che il gioco di squadra premia – ha affermato il presidente della Provincia Stefano Baccelli – e che il coordinamento tra gli enti permette di ottimizzare le risorse e il tempo. Riconoscendoci questa capacità, la Regione ha suggerito che la Provincia si occupasse del coordinamento dei progetti, della progettazione degli interventi e svolgesse il ruolo di stazione appaltante per la realizzazione delle opere ammesse a contributo”. Soddisfazione per il lavoro di coordinamento svolto dalla Provincia è stata espressa anche dai rappresentanti dei comuni firmatari presenti alla conferenza stampa. Il tavolo di confronto ha consentito di individuare ulteriori progetti e interventi di completamento dell’infrastrutturazione, presentati a loro volta nel bando in scadenza ad ottobre, destinati non solo al percorso in senso stretto ma anche all’ospitalità, all’accesso alle informazioni, alla dotazione di tecnologie. Questi verranno cofinanziati dalla Regione con il 60% dell’investimento mentre il 40% sarà a carico degli Enti proponenti. L'obiettivo primario della Regione, infatti, è quello di rendere il tratto toscano della “Via Francigena” un prodotto turistico vero e proprio, realizzando interventi che rendano pienamente fruibile il percorso, mettendo a sistema gli investimenti già effettuati, dando continuità e concretezza a quanto realizzato con il precedente Master Plan, fornendo un ulteriore strumento per lo sviluppo economico dei territori attraversati dall’antico percorso e per le zone limitrofe. Con il protocollo viene istituito anche un Gruppo tecnico costituito dai referenti dei singoli Enti con il compito di condividere gli interventi necessari, supportare la progettazione e contribuire alla soluzione delle problematiche tecniche che dovessero sorgere in merito alla realizzazione delle opere.

sabato 22 settembre 2012

ASSOCIAZIONI LUNGO LA VIA FRANCIGENA

LE ASSOCIAZIONI LUNGO LA VIA FRANCIGENA

Le organizzazioni di volontari impegnate nella valorizzazione della Via Francigena sono sempre più numerose e attive.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - DGBID le ha recentemente censite, raccogliendo le informazioni fondamentali sulle loro attività, che pubblichiamo nelle seguenti schede, organizzate per ambiti di intervento territoriale.
Tratto Gran San Bernardo (o Monginevro) - Roma
Association Internationale Via Francigena
Confraternita di San Jacopo di Compostella
Associazione "Giovane Montagna"
Movimento Scout Cattolici Italiani (MASCI)
Associazione Ponti di Luce
Tratto Piemontese
Associazione Serra Morena - Ivrea (TO)
Associazione La Via Francigena di Sigerico - Ivrea (TO)
Associazione Amici della Via Francigena - Vercelli
Associazione Amporium - Lamporo (VC)
Tratto Emiliano
Circolo Culturale Biffulus - Calendasco (PC)
Associazione Transitum Padi - Piacenza
Tratto Toscano
Associazione Toscana delle Vie Francigene - Pisa
Comunità toscana Il Pellegrino - Firenze
Sito web Pellegrinando.it
Fraternita di Misericordia - San Miniato Basso (PI)
Associazione Etruria Trekking - San Miniato Basso (PI)
Cooperativa Sociale Colori - Empoli
Tratto Laziale
Associazione Ing. Carlo Cecchini - Proceno (VT)
Associazione Punti di Vista - Bolsena (VT)
Associazione Thesan - Viterbo
Associazione Altair - Roma
Varianti e percorsi alternativi
Associazione La Pietra Verde - Brignano f.ta (AL)
Associazione Amici di San Colombano - Bobbio (PC)
Vie Francigene del Sud
Associazione Speleo Trekking Salento
Le organizzazioni di volontari impegnate nella valorizzazione della Via Francigena sono sempre più numerose e attive.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - DGBID le ha recentemente censite, raccogliendo le informazioni fondamentali sulle loro attività, che pubblichiamo nelle seguenti schede, organizzate per ambiti di intervento territoriale.
Tratto Gran San Bernardo (o Monginevro) - Roma
Tratto Piemontese
  • Associazione Serra Morena - Ivrea (TO)
  • Associazione La Via Francigena di Sigerico - Ivrea (TO)
  • Associazione Amici della Via Francigena - Vercelli
  • Associazione Amici della Via Francigena - Santhià
Tratto Emiliano
Tratto Toscano
  • Associazione Toscana delle Vie Francigene - Pisa
  • Comunità toscana Il Pellegrino - Firenze
  • Sito web Pellegrinando.it
  • Fraternita di Misericordia - San Miniato Basso (PI)
  • Associazione Etruria Trekking - San Miniato Basso (PI)
  • Cooperativa Sociale Colori - Empoli
  • Il Ponte Mediceo - Fucecchio (FI)
  • Associazione I Pellegrini della Francigena - Grosseto
  • Comitato Francigena Galleno
Tratto Laziale
  • Associazione Ing. Carlo Cecchini - Proceno (VT)
  • Associazione Punti di Vista - Bolsena (VT)
  • Associazione Thesan - Viterbo
  • Associazione Altair - Roma
Varianti e percorsi alternativi
  • Associazione La Pietra Verde - Brignano F.ta (AL)
  • Associazione Amici di San Colombano - Bobbio (PC)
  • Associazione Amporium - Lamporo (VC)
Vie Francigene del Sud
  • Associazione Speleo Trekking Salento
  • Associazione Gruppo dei Dodici
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domenica 16 settembre 2012

ASSOCIAZIONE "I PELLEGRINI DELLA FRANCIGENA" - GROSSETO

Nome: Associazione Culturale "I Pellegrini della Francigena"
Sede: Grosseto 
Scopi e attività dell'organizzazione
 L'associazione "I Pellegrini della Francigena" è sorta nell'anno del Giubileo con lo scopo di effettuare un pellegrinaggio di un notevole gruppo di pellegrini che si sarebbero mossi dal Volto Santo di Lucca a San Pietro, seguendo l'antica Via Francigena. In seguito, grazie anche al fatto che la sede operativa della nostra associazione si trova ad Altopascio, sede degli antichi Frati Ospitalieri, ha operato attivamente, collaborando con le numerevoli iniziative portate avanti dall'Amministrazione Civica di Altopascio che per prima, insieme a quella di Fidenza, ha dato il via all'Associazione dei Comuni Europei della Francigena.
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena
Dopo il Pellegrinaggio del 2000 da Lucca a Roma, hanno organizzato e diretto pellegrinaggi mai inferiori ai 50 partecipanti, percorrendo la Via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo a Roma e, da Roma fino in Terrasanta. Hanno altresì percorso l'intero Cammino di Francesco e tra il 2010 ed il 2011 completeranno l'intera Via Francigena, camminando in 50 persone da Canterbury fino al Gran S. Bernardo. Sono tra i soci fondatori dell'Associazione delle Associazioni, cioè della Rete dei Cammini, perché credono nella validità degli scambi delle informazioni e delle esperienze reciproche quali mezzi più idonei per dare sempre più sviluppo e visibilità alla Francigena.
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione
Nonostante l'associazione riunisca pellegrini di tutta Italia ed anche alcuni stranieri, la maggior parte di loro sono toscani per cui operano in prevalenza sul tratto di Francigena da Camaiore a San Miniato.

mercoledì 12 settembre 2012

ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VIA FRANCIGENA - SANTHIÀ

Nome: Associazione "Amici della Via Francigena Città di Santhià"
Tipo: Associazione no-profit
Sede: Santhià - VC
Scopi e attività dell'organizzazione
  • Ospitare i pellegrini muniti di credenziale che percorrono il tratto locale della Via Francigena; 
  • Garantire servizi di accompagnamento nel tratto locale a singoli/gruppi; 
  • Apporre e curare la segnaletica nel tratto di competenza; 
  • Stimolare l'interesse per la Via Francigena, organizzando momenti culturali e di incontro tematici (eventualmente con altre associazioni); 
  • Promuovere attività/esperienze finalizzate alla fruizione sostenibile del territorio (locale);
  • Valorizzare la cultura, le risorse e gli attrattori locali;
  • Rilanciare la viabilità dolce come concreta modalità di spostamento; 
  • Curare progetti ed esperienze (provinciali, regionali, nazionali e comunitari) in materia di viabilità dolce; 
  • Consentire e organizzare la partecipazione di escursionisti locali a manifestazioni regionali o nazionali relative alle tematiche dell'escursionismo e della fruizione sostenibile del territorio; 
  • Coinvolgere le istituzioni scolastiche in materia di conoscenza/riscoperta del territorio locale, eventualmente con scambi culturali e gemellaggi con altre realtà; 
  • Ideare/riscoprire percorsi locali adatti alle diverse categorie di fruitori, utilizzabili per pratiche 
  • sportive/escursionistiche/turistiche, anche plurigiornaliere.
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena
  • Accoglienza di pellegrini singoli e in gruppo.
  • Definizione di un questionario in quattro lingue, somministrato a tutti gli ospiti dell'ostello per la rilevazione di esigenze, criticità e valutazioni personali; rielaborazione dei dati raccolti.
  • Realizzazione di depliant e materiale informativo sulle opportunità dell'ostello locale.
  • Predisposizione di articoli vari dedicati all'attività dell'associazione.
  • Prime collaborazioni con altre associazioni locali legate all'accoglienza dei pellegrini al fine della definizione dei percorsi, dell'apposizione della segnaletica e di un migliore coordinamento (obiettivo che dovrà essere perseguito anche nei prossimi anni).
  • Partecipazione ad alcuni momenti di incontro e di confronto con altre associazioni (a Santhià, Vercelli, Ivrea, Bobbio).
  • Accoglienza (tramite strutture comunali) di gruppi di cavalieri, ciclisti e camperisti di passaggio lungo la Via Francigena. 
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione
 Lungo la Via di Sigerico: dal confine comunale tra Cavaglià/Santhià a quello tra Santhià/San Germano (prevalentemente). Eccezionalmente, nel tratto Ivrea-Santhià da un lato e Santhià-Vercelli dall'altro.
Lungo gli altri percorsi: in un raggio di una quindicina di km da Santhià.

ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VIA FRANCIGENA - VERCELLI

Nome: AMICI DELLA VIA FRANCIGENA
Tipo: ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ISCRITTA ALL'ALBO PROVINCIALE
Sede: Vercelli
Scopi e attività dell'organizzazione
L'associazione ha come scopo di stimolare la passione e l’interesse per la Via Francigena come fatto culturale e religioso molto importante nella realta’ di Vercelli e del Vercellese e, nel contempo:
- mantenere i collegamenti con le altre organizzazioni interessate alla Via Francigena
- garantire il servizio sulla Via Francigena nella Provincia di Vercelli operando sulla segnaletica e la pulizia del percorso per i pellegrini
- assicurare aiuto per l’ospitalita’ per i pellegrini di passaggio
- curare il collegamento con le altre vie di pellegrinaggio in particolare con il Camino di Santiago e con la via di Sigerico che  hanno in Vercelli il punto di unione e di differenziazione
-promuovere la ricerca scientifica sulla civilta’ e cultura del pellegrinaggio con particolare riferimento alla via francigena e al tratto Vercellese
- favorire attivita’ quali scambi, gemellaggi, programmi comunitari, atti ad unire Vercelli con realta’ simili e progetti in comune
-organizzare la partecipazione dei pellegrini vercellesi alle manifestazioni nazionali e/o locali
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena
 - Guida alla Via Francigena del Vercellese
- proiezioni di immagini della Via Francigena nei paesi limitrofi e nelle scuole
- 3 Festival della Via Francigena coinvolgendo la popolazione vercellese in conferenze e in cammini per promuovere la Via Francigena
- coinvolgimento di scuole creando dei concorsi e delle caccie al tesoro per riscoprire i luoghi francigeni del Vercellese.
- coinvolgimento di associazioni di volontariato benefiche che lavorano in missione in Tanzania o lavorano con portatori di Handicap per evidenziare i Valori della Via Francigena quali Solidarietà, Accoglienza-Accettazione-Attenzione verso l'altro, attenzione verso lo " straniero".
- allestimento dell'ostello dei pellegrini presso la Comunità di padre Alberto in Biliemme.
- organizzazione di pellegrinaggi a piedi quali  vercelli -Lucca nel 2009; Vercelli-Santiago de Compostela nel 2008, Moncenisio-Vercelli nel 2007; Gran San Bernardo-Vercelli nel 2006.
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione
Santhià-Vercelli: Lamporo-Vercelli; Vercelli-Palestro

martedì 11 settembre 2012

ASSOCIAZIONE LA VIA FRANCIGENA DI SIGERICO - IVREA

Nome: Associazione "La Via Francigena di Sigerico"
Tipo: Associazione culturale di volontariato
Città: IVREA (TO)
Scopi e attività dell'organizzazione
  • Stimolare e sostenere l'interesse per la Via Francigena sul tratto Piemontese e Valdostano
  • Valorizzare i territori interessati dal percorso e le relative varianti
  • Tutelare le ricchezze naturali, ambientali e il patrimonio storico culturale
  • Promuovere manifestazioni culturali e divulgative
  • Assicurare aiuto e assistenza ai pellegrini e ai turisti in transito curando l'accoglienza e il ristoro
  • Predisporre una documentazione adeguata cartografica e informativa
  • Supportare e sviluppare la conoscenza in ambito scolastico ai vari livelli e accompagnando gruppi di studenti sul percorso
  • Mantenere il collegamentocon le altre Associazioni interessate alla Via Francigena italiane e estere
  • Curare i rapporti con le varie Diocesi attraversate dando rilievo all'aspetto religioso del pellegrinaggio
  • Mantenere rapporti con i vari enti pubblici
  • Sensibilizzare le popolazoni locali all' accoglienza dei pellegrini
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena
  • Rilevazione del percorso e mappatura con G.P.S.
  • Studio della posa della segnaletica per conto della Regione Piemonte, Provincia di Torino
  • Valutazione delle opere inerenti la sicurezza, la percorribilità e il conforto per la realizzazione delle opere relative alla L.R.4
  • Supporto ai vari Comuni negli studi per le opere di miglioria dei sentieri, aree di sosta atrezzate e costruzione di nuovi ostelli
  • Manifestazioni culturali, musicali e sportive in genere per la valorizzazione e la conoscenza del percorso
  • Propaganda nelle Scuole di ogni ordine e grado a livello regionale e non solo, accompagnamento di gruppi di studenti con l'impiego di nostri Volontari
  • Accompagnamento di gruppi di varie associazioni interessate e di pellegrini singoli
  • Segnatura del percorso con vernice in assenza di segnaletica definitiva
  • Escursioni su tratti di percorso non di nostra competenza per favorire scambi e conoscenza.
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione
Attualmente tratto da Donnas (AO) a Santhià (VC)

lunedì 10 settembre 2012

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE VIA FRANCIGENA (AIVF)

Nome: Association internationale Via Francigena (AIVF)
Tipo: associazione
Sede: Vollèges – Vallese - Svizzera
Scopi e attività dell'organizzazione   
Ha ravvivato l'interesse per la VIA FANCIGENA in Italia e l'ha promossa in Inghilterra, Francia e Svizzera dove era totalmente sconosciuta. Ha concretizzato l’itinerario europeo per il pellegrino. Ha concluso un accordo di Partenariato con l’IEIC (Institut européen des itinéraires culturels) di Lussemburgo tra 1998-2003. Nel 2001 ha ottenuto il Patrocinio della Santa Sede, del Ministero dei Beni culturali, del Ministre de la Culture et de la Communication francese, del Dipartimento dell’Interno (cultura) svizzero. Ha ricevuto la menzione di “Grande itinerario culturale “ per la VF dal C. d’Europa nel 2004.  A livello culturale europeo promuove la VF con: centro di documentazione VF, comitato scientifico accademico permanente, programma di valorizzazione, conservazione e riabilitazione del patrimonio storico-culturale, del paesaggio, di siti e monumenti (con rubrica SOS). Ha pubblicato la prima ricerca scientifica sulla figura di S. Pellegrino (ed. Gangemi 2009) Ha promosso dal 2001 una rete di università interessate alla VF, una rete di musei con accesso gratuito per pellegrini, etc.
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena  
A livello turistico europeo promuove la VF con un sito web specifico dal 1998 (oggi in 5 lingue), con conferenze, interventi in Europa. In 10 anni ha informato sulla VF più di 3000 persone in 4 lingue. Dal 2000 ha pubblicato (10 compreso le riedizioni) Guide-Vademecum, Topofrancigena (schede geo culturali con itinerari storici e consigliati) e Dormifrancigena (lista di alloggi economici per pellegrini) per un percorso pedonale di 2000km, grazie alla collaborazione delle più accreditate e specifiche associazioni in Europa. Dal 2001 l’AIVF ha creato e fornito le prime credenziali VF, il Testimonium (attestato di fine pellegrinaggio), ha organizzato con la Città del Vaticano l’accoglienza e la registrazione del pellegrino VF. Ha prodotto 5 articoli VF (gagliardetti, spille con chiavi di S.Pietro, T'shirt, stemma) per dare alla VF la sua propria identità, rispetto a Santiago.
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione        
VF da Canterbury a Roma, dal 2007 solo da Vallorbe-CH a Roma, in Piemonte, Emilia, Toscana e Lazio con la collaborazione di polizie provinciali, e associazioni locali. Il suo impegno riguarda in modo particolare il rispetto, ripristino dei tratti o tracciati di VF storiche, ove queste sono più sicure per il viandante.

ASSOCIAZIONE TRANSITUM PADI - CAMMINA FRANCIGENA

Nome: TRANSITUM PADI
Tipo: associazione culturale costituita con atto notarile
Sede: Piacenza
Scopi e attività dell'organizzazione
Promozione della via Francigena sotto gli aspetti culturali, storici, organizzativi, sociali e di scambio con particolare riguardo al pellegrino.
Attività svolte per la valorizzazione e la promozione della Via Francigena
Collaborazione con enti, associazioni ed istituzioni per promuovere la conoscenza della via Francigena; nella fattispecie resoconti sulla stampa locale di viaggi e pellegrinaggi. Organizazione di iniziative culturali e sociali in occasione della giornata nazionele dei cammini francigeni /3 maggio 2009) Riscoperta, valorizzazione e segnatura di un tratto di via Francigena alternativo: la via Postumia da Castelsangiovanni a Piacenza.
Tratto di via Francigena su cui opera l'organizzazione
Tratto sul territorio piacentino; inoltre, come sopra ricordato, il tratto di via Postumia sul territorio piacentino

ORGANIZZAZIONI VIA FRANCIGENA


Di seguito si segnalano le organizzazioni ed associazioni che favoriscono lo sviluppo del turismo sulla celeberrima via Francigena che portava da Canterbury a Roma per poi puntare a Gerusalemme. Per aggiungere la tua associazione/organizzazione contattami a emilianoamici@hotmail.com


CAMMINARE IN SICUREZZA SULLA VIA FRANCIGENA

Sabato 15 settembre l'Associazione Transitum Padi ci propone un percorso che va da Cerreto Landi a Chiaravalle della Colomba, in cui verrà affrontato il tema della sicurezza sulla Via Francigena. Il percorso, tutto in piano,  si snoda per ben 18,5 km attraverso il paesaggio tipico della campagna padana. L'evento è organizzato nell'ambito del Festival Europeo della Via Francigena, promosso dall'Organizzatore: Associazione Transitum Padi

ASSOCIAZIONE VIA FRANCIGENA



Attualmente formata da oltre cento enti locali territoriali, AEVF svolge un'azione di impulso degli interlocutori del progetto di valorizzazione dell'itinerario della Via Francigena, raccordando tutti i livelli istituzionali - locale, regionale, nazionale, europeo.

Per informazioni e contatti



mercoledì 15 agosto 2012

LA VIA FRANCIGENA

Da francigena.com
La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conduceva alle tre principali mete religiose cristiane dell'epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. I primi documenti d'archivio che citano l'esistenza della Via Francigena risalgono al XIII sec. e si riferiscono a un tratto di strada nel territorio di Troia in provincia di Foggia. Il percorso di un pellegrinaggio che il vescovo Sigerico, nel X secolo, fece da Canterbury per giungere a Roma rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi.  Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell'apostolo Pietro era nel medioevo una delle tre peregrinationes maiores insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela. Per questo l'Italia era percorsa continuamente da pellegrini di ogni parte d'Europa. Molti si fermavano a Roma, gli altri scendevano lungo la penisola fino al porto di Brindisi e da lì si imbarcavano per la Terra Santa. Una tappa importante prima di giungere a Brindisi era il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, in provincia di Foggia. Nella maggior parte dei casi i pellegrini seguivano le Strade consolari romane. I pellegrini provenienti soprattutto dalla terra dei Franchi in età post carolingia cominciarono a valicare le Alpi ed entrare in Italia. Con l'itinerario primitivo si entrava in territorio italico attraverso il Colle del Moncenisio (talvolta transitando anche dal Colle del Monginevro), dando così alla strada il nome di Francigena, cioè proveniente dalla Terra dei Franchi. La via prese quindi a far parte di quella vasta rete di strade e percorsi che segnava l'Europa di pellegrinaggio e che univa tutti i maggiori luoghi di spiritualità del tempo.
La presenza di questi percorsi, con la grande quantità di persone provenienti da culture anche molto diverse tra loro, ha permesso un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell'Occidente Cristiano. Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio che ha strutturato profondamente le forme insediative e le tradizioni dei luoghi attraversati. Un passaggio continuo che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell'Europa moderna; è nota la frase del poeta Goethe secondo cui la coscienza d'Europa è nata sulle vie di pellegrinaggio. A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale. Oltre a Sigerico Un'altra testimonianza di pellegrinaggio sulla Via Francigena è quella risalente al XII secolo dell'abate islandese Nikulás da Munkaþverá. Di questo autore si sa ben poco ed anche il nome è incerto: Nikulás Bergsson o Bergþórsson. Era un monaco benedettino, nel 1154 ritornò in Islanda da un pellegrinaggio in Terra Santa e nel 1155 fu consacrato abate del monastero di Munkaþverá (circa 15 km a sud di Akureyri), fondato in quell’anno dal vescovo Björn Gilsson della Diocesi di Hólar. Qui egli rimase fino alla morte, avvenuta intorno agli anni 1159-60. Il resoconto del suo pellegrinaggio dall'Islanda in Terra Santa è contenuto nel Leiðarvísir (Itinerarium). Il viaggio si colloca cronologicamente tra il 1152 ed il 1153, mentre la scrittura dell'itinerarium avvenne fra il 1154, anno del rientro in Islanda, ed il 1160, anno indicato dalle fonti come quello della sua morte. Il viaggio inizia dall’Islanda, attraversa un tratto di mare verso la Norvegia fino alle coste della Danimarca; passa quindi in Germania occidentale (contrariamente a Sigerico che attraversa la Francia) e, risalendo il corso superiore del Reno, passa per la Svizzera e l'Italia. La parte italiana non differisce sensibilmente da quella di Sigerico nella parte toscana verso Roma, ma poi prosegue sull'Appia Traiana per l'imbarco dai porti pugliesi. Dopo l'Italia, infatti, inizia un nuovo percorso marittimo che, toccando in più punti coste ed isole della penisola balcanica e della Grecia, conduce fino all’Asia minore in Turchia e poi a Gerusalemme. Vengono fornite dettagliate descrizioni di strade, luoghi, chiese e monumenti di interesse religioso - e non solo - attraversate dai viaggiatori e pellegrini scandinavi che si recavano in Terra Santa. Si legge che ad Utrecht "gli uomini prendono il bordone e la bisaccia e la benedizione per il pellegrinaggio a Roma". Sono menzionate, tra le altre, le città di Magonza, Strasburgo, Basilea, Solothurn e a Vevey (sul lago Lemano) incontra franchi, fiamminghi, inglesi, tedeschi e scandinavi diretti a Roma.  La Francigena non era propriamente una via ma piuttosto un fascio di vie, un sistema viario con molte alternative.
Il tratto da Canterbury a Roma si sviluppa su di un percorso di 1.600 chilometri che parte da Canterbury, e arriva a Dover per attraversare la Manica; da Calais, passando per Reims, Besançon e Losanna si arriva alle Alpi che vengono passate al colle del Gran San Bernardo. Dalla Valle d'Aosta si scende a Ivrea, quindi Vercelli, Pavia e si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma passando per Ducato di Montebello, Segalara, Fornovo di Taro e poi Berceto. Da Pontremoli si prosegue per Lucca, Porcari, Altopascio, Galleno, Ponte a Cappiano, Fucecchio, San Gimignano o Poggibonsi, Siena, Viterbo per terminare a Roma. Delle settantanove località attraversate da Sigerico nell'itinerario originale, si segnalano: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Châlons-sur-Marne, Bar-sur-Aube, Besançon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhià, Vercelli, Tromello, Pavia, Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza, (deviazione per Parma), Fornovo di Taro, Pontremoli, Aulla, Luni, Camaiore, Lucca, Porcari, Altopascio, Fucecchio, San Genesio, San Gimignano, Siena, San Quirico d'Orcia, Bolsena, Viterbo, Sutri, Roma. Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno. L'Arcivescovo di Canterbury Sigerico attraversò il Po a Calendasco (PC) nell'anno 990 d.C. durante il ritorno del suo viaggio a Roma per ricevere l'investitura dal Papa. Ma ancor più notevole è che qui c'era l'antico porto romano di Piacenza (le memorie storiche ricordano un emporium, cosa alquanto logica presso un porto ove giungevano merci). La Via Francigena è segnalata in carte del 1140, 1187, 1056, ove ritroviamo citata la "strata romea" passante "in eodem loco Kalendasco". Al porto di Calendasco le imbarcazioni dovevano pagare una gabella per l'attracco o per il solo transito in direzione di Venezia o Pavia: la località è Soprarivo (Super rivum) oggi attrezzata di un piccolo porto a servizio di pellegrini e turisti, riconosciuto come Transitus Padi ufficiale, fin dal 1994 dal Consiglio d'Europa e dal 2009 anche da due Ministeri italiani. Un accordo tra i piacentini ed i ferraresi stipulato a Ferrara il 5 novembre 1181 riporta: 

«[...] et Ferrariensis debe esse salvus et custoditus in persona et in habere in Placentia et in districtu Placentie, et non debet dare aliquam dationem in Placentia vel in districtu Placentie, nisi duos solidos de fune navis et unam libram piperis super rivum et unam aliam libram piperis ad roncarolum de sterio [...]».

Liutprando mantenne i privilegi al porto di questo luogo con un documento del 715 e Carlo Magno li ribadì per tre importanti motivi quali l'importanza della strada romana consolare Placentia-Ticinum, il porto fluviale con la riscossione della gabella e la presenza del castello e del recetto con funzione di avamposti prossimi alla città. Si ipotizza che Sigerico giunga da Piacenza seguendo la strata romea, presso il porto del Po di Calendasco, ove era l'antico passaggio della Via Francigena, sulla strada romana Placentia - Ticinum (Piacenza-Pavia) attraversa il fiume, così come tanti altri pellegrini, mercanti e viaggiatori medievali. A Calendasco i pellegrini avevano ristoro presso l'antico hospitale francescano. Questo Comune alle porte di Piacenza fa parte della "Associazione Europea delle Vie Francigene" e meritò una ampia citazione con riferimenti ai documenti storici circa il passaggio del Po, nel 'Dossier Scientifico' sulla Via Francigena voluto dal Consiglio d'Europa in vista del Giubileo del 2000. Oggi il comune di Calendasco è in grado di offrire a pellegrini e turisti, il servizio di due attracchi fluviali. Gli ostacoli naturali che i pellegrini ed i viandanti dovevano superare erano il canale della Manica, le Alpi e gli Appennini oltre che il fiume Po. Così come per valicare le Alpi le alternative erano almeno due (il valico del Moncenisio ed il passo del Gran San Bernardo), anche nell'attraversare gli Appennini, i pellegrini si trovavano di fronte a diverse possibilità. Nel tratto di Via Francigena che portava dalla Pianura padana alla Toscana, si registravano diverse varianti di percorso che sfruttavano i vari valichi risalendo la val Trebbia e passando per Bobbio (via degli Abati), oppure la val di Taro o ancora altre valli minori. Dalla val di Taro una deviazione per la Lunigiana e la Garfagnana permetteva di raggiungere direttamente Lucca evitando il passaggio costiero sulla via Aurelia, variante considerata più sicura nei momenti di crisi o guerre, poiché si snodava lungo strade secondarie meno esposte e sorvegliate da una fitta rete di castelli e monasteri. Attualmente il tratto della variante Francigena di Garfagnana è percorribile su antichi sentieri e mulattiere, con numerosi ponti medioevali per l'attraversamento del fiume Serchio e dei suoi affluenti. Anche se non ancora segnalato e non attrezzato con una rete di strutture dedicate per l'accoglienza ai pellegrini (in conventi, parrocchie ecc.) questo percorso attraversa un territorio dove l'ospitalità diffusa è garantita da una fitta rete di agriturismi, B&B, botteghe di paese, piccoli bar e ristoranti, tutto ciò rende il percorso sufficientemente attrezzato per un gradevole transito di pellegrini o trekkers. Il CAI Garfagnana può essere contattato per avere mappe del percorso, consigli o descrizioni delle possibili tappe e dei diversi itinerari. Studi recenti hanno messo in evidenza la via Francesca della Sambuca, variante che seguiva il corso del Reno fino a Porretta Terme e andava a Pistoia passando dall'antico castello di Sambuca Pistoiese e dal Passo della Collina. Un'altra variante appenninica a volte utilizzata era, almeno per alcuni tratti, la via Bolognese (fra Bologna e la Toscana). Una variante alpina della via Francigena attraversa le Alpi al valico del Moncenisio, e passa per l'abbazia di Novalesa, proseguendo per la Sacra di San Michele (monumento simbolo del Piemonte) ed infine per l'abbazia di Sant'Antonio di Ranverso per poi raggiungere Torino e ricollegarsi con il tragitto principale all'altezza di Vercelli, oppure costeggiare il Po lungo l'antico Itinerarium Burdigalense fino a Pavia. Più a sud, dopo la morte di San Francesco e la sua elevazione agli altari, molti pellegrini deviavano dall'antico percorso per visitare Assisi. In sintesi si sono rinvenute una serie notevole di varianti alternative lungo la penisola, che più o meno collegate (attraverso i così detti "diverticoli") alla Via Francigena, collegavano il nord e sud Europa prendendo anch'esse anticamente il nome di Vie romee o Francesche. Negli anni Novanta del secolo XIX è nata, per ragioni turistiche più che storiche, la denominazione Via Sacra Langobardorum (in italiano: via Sacra dei Longobardi) per indicare il percorso di pellegrinaggio che partiva da Mont Saint-Michel in Francia e giungeva al Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia, percorso che è lo stesso della Via Francesca.
Un'errata campagna di informazione turistico-culturale ha comportato che nell'immaginario collettivo si creasse l'idea che questa sia una via di pellegrinaggio staccata dalla Via Francesca mentre in verità ne è una parte. Non esiste alcuna documentazione storica che cita il nome di Via Sacra Langobardorum, dizione divenuta tuttavia ormai comune per indicare l'itinerario geoculturale compreso tra Mont Saint-Michel e San Michele del Gargano. Dopo la riscoperta, avvenuta negli anni settanta, del Cammino di Santiago, ci si rese conto che anche in Italia esisteva un simile percorso di pellegrinaggio, la via Francigena. Come era successo per il cammino spagnolo, anche il percorso della Francigena giaceva in parte sotto l'asfalto delle autostrade e delle statali che, col tempo, avevano ricalcato il tracciato di quelle che già erano state le strade principali del medioevo e dell'età romana. L'interesse, dapprima limitato agli studiosi, poi estesosi a molti che, dopo aver percorso il Cammino di Santiago, desideravano arrivare a Roma a piedi e poi a Gerusalemme, ha fatto nascere una rete di amanti della Francigena che, con vernice e pennello, hanno cominciato a segnare sentieri e percorsi. Dove possibile si è cercato di recuperare il tracciato originario, ma a volte si è scelto di deviare dal percorso storico in favore di sentieri e strade meno trafficate. Constatando il sempre maggiore interesse per il Cammino di Santiago, è oggi chiaro che anche la Francigena è un tesoro dal punto di vista turistico, e se questo ha portato le amministrazioni pubbliche a prendere coscienza dell'importanza del fenomeno ha anche portato alcuni ad approfittarsi, ad esempio deviando il percorso pur di farlo passare nei pressi di quel bar o di quell'altro ristorante. Tra le regioni italiane la regione Lazio è stata molto attiva negli ultimi due anni, infatti ha investito sulla Francigena in termini di risorse e di promozione turistica, riattivando una serie di percorsi che hanno come fulcro Roma. In particolare il tratto a nord proveniente dalla Toscana e quello a sud da e verso la Terra Santa sulla direttrice Prenestina che attraversa Palestrina, entra nella Valle del Sacco e dopo Anagni si ricongiunge alla Latina per dirigersi a Benevento, dove incontra l'altra direttrice l'Appia, per molti secoli, dopo la caduta dell'Impero Romano, ridotta a via di carattere soprattutto commerciale per la presenza delle paludi pontine. È inoltre cresciuta la necessita di avere strutture idonee per l'accoglienza dei pellegrini lungo l'interno tracciato. In tale senso molte parrocchie ed istituzioni religiose ospitano i pellegrini muniti di credenziale diretti verso Roma. In anni recenti la Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia gestisce diverse strutture di accoglienza sulla via Francigena, una in Toscana a Radicofani: lo Spedale di San Pietro e Giacomo, e una a Roma: lo Spedale della Provvidenza di San Giacomo e di San Benedetto Labre. Quest'ultimo si trova a Testaccio, nel centro storico di Roma, a metà strada tra la Basilica di San Pietro e quella di San Paolo. Grazie alla collaborazione tra la Confraternita di San Jacopo di Compostella e le Figlie della Divina Provvidenza, è nata quindi la possibilità di dare alloggio a coloro che, dotati di credenziale, giungono a Roma secondo i canoni del vero pellegrinaggio. Importante è un certo interesse mediatico, come ad esempio una serie radiofonica di Rai Radio Tre dedicata alla Francigena, documentari, e la pubblicazione di alcune guide sta avvicinando un numero di persone sempre crescente che, per motivi religiosi o meno, percorre zaino in spalla l'antico percorso. Si tratta di un progetto ambizioso, che richiede tempo, forse meno di quello che c'è voluto per l'affermazione del Cammino di Santiago (circa 20 anni), ma molte amministrazioni comunali scommettono sul recupero della Francigena a piedi in Italia, anche se ancora non è decollato. I presupposti ci sono tutti e le istituzioni stanno lavorando in accordo con il Ministero dei Beni Culturali per mettere a sistema l'enorme patrimonio diffuso sula penisola, le tradizioni e le feste popolari, l'enogastronomia. Il lavoro è lungo, infatti oltre alla messa in sicurezza del tracciato, bisognerà affrontare il problema del reperimento, lungo il percorso, di strutture ricettive a buon prezzo dislocate a distanze regolari tra le tappe, così come sarà necessario stipulare accordi e convenzioni per i servizi e l'assistenza, che passa prima di tutto attraverso l'informazione delle popolazioni dei territori attraversati che saranno i principali attori di questa opportunità di sviluppo e d'incontro tra i popoli.

Fonte: Wikipedia



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