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giovedì 14 marzo 2013

LA BENEDIZIONE "URBI ET ORBI" DI PAPA FRANCESCO


Fratelli e sorelle, buonasera! 
Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!
E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.
[…]

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

[Benedizione]

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!
 


mercoledì 13 marzo 2013

"HABEMUS PAPAM", IL VIDEO DA REPUBBLICA

JORGE MARIO BERGOGLIO - PAPA FRANCESCO

Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio (in latino: Franciscus; Buenos Aires, 17 dicembre 1936), è papa della Chiesa cattolica. È vescovo di Roma e 266º papa della Chiesa cattolica nonché sommo pontefice della Chiesa universale, sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice, dal 13 marzo 2013. Nato in una famiglia di origine piemontese, ha studiato dapprima come tecnico chimico, poi in seminario, quindi nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires per laurearsi in filosofia. Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, ricevendo poi l'ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969. Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a Provinciale dell'Argentina è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel e, nel 1986 è stato in Germania per il completamento del dottorato, prima del ritorno in patria, nella città di Córdoba, dove è diventato direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù.Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca. Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d'Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina. Dopo la nomina cardinalizia da parte di papa Giovanni Paolo II, il 21 febbraio 2001 con il titolo di San Roberto Bellarmino, è stato eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, dal 2005 al 2011, Bergoglio è stato da sempre considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a Pontefice nel conclave del 2005. Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella Curia Romana, Bergoglio aveva secondo gli osservatori dalla sua parte lo schieramento compatto dei vescovi latinoamericani, e lo stesso Joseph Ratzinger, poi divenuto papa come Benedetto XVI sarebbe stato fra i cardinali che avrebbero appoggiato la sua elezione. Secondo alcuni, contrarietà sarebbe stata espressa dall'allora Segretario di Stato Angelo Sodano. Eletto Papa il 13 Marzo 2013. La ricostruzione più puntuale del conclave, raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli, e che consiste nel diario di un cardinale elettore, indica in Bergoglio il cardinale più votato in conclave dopo Ratzinger.
Il 13 Marzo 2013 è stato eletto Papa.

Fonte: Wikipedia

***ORE 20:14 SI PRESENTA AL MONDO IL 266° PAPA DELLA CHIESA ROMANA - GIORGIO MARIO BERGOGLIO, PAPA FRANCESCO***


NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM

HABEMUS PAPAM!

EMINENTISSIMUM AC REVERENDISSIMUM 
DOMINUM, DOMINUM

GIORGIUM MARIUM

SANCTAE ROMANE ECCLESIAE CARDINALEM

BERGOGLIO

QUI SIBI NOMEN IMPOSUIT

FRANCISCUM


Stato della Città del Vaticano, 13 Marzo 2013



***ORE 19:06 FUMATA BIANCA!***

E' STATO ELETTO IL 266° PAPA DELLA CHIESA DI ROMA


***ORE 11:40 - FUMATA NERA***



Dopo il fumo nero di ieri, anche oggi nella prima tornata di voti non si è arrivati ad un accordo su chi dovrà (e avrà il duro compito) di succedere a Benedetto XVI. Stasera Sguardo Sul Medioevo andrà sul posto nella speranza di potervi documentare (più tardi in serata a mo' di Porta a Porta) quanto vissuto a piazza San Pietro!

giovedì 21 febbraio 2013

SVOLGIMENTO DEL CONCLAVE PASSO DOPO PASSO

Giunti nel coro della cappella, il cardinale decano (oppure nell'ordine seguente, il vice decano o il più anziano dei cardinali elettori secondo l'ordine cardinalizio consueto di precedenza, se uno o più dei precedenti sia assente o impedito o sia un cardinale non elettore) pronuncerà per tutti gli elettori il giuramento:

« Nos omnes et singuli in hac electione Summi Pontificis versantes Cardinales electores promittimus, vovemus et iuramus inviolate et ad unguem Nos esse fideliter et diligenter observaturos omnia quae continentur in Constitutione Apostolica Summi Pontificis Ioannis Pauli II, quae a verbis « Universi Dominici Gregis » incipit, data die XXII mensis Februarii anno MCMXCVI. Item promittimus, vovemus et iuramus, quicumque nostrum, Deo sic disponente, Romanus Pontifex erit electus, eum munus Petrinum Pastoris Ecclesiae universae fideliter exsecuturum esse atque spiritualia et temporalia iura libertatemque Sanctae Sedis integre ac strenue asserere atque tueri numquam esse destiturum. Praecipue autem promittimus et iuramus Nos religiosissime et quoad cunctos, sive clericos sive laicos, secretum esse servaturos de iis omnibus, quae ad electionem Romani Pontificis quomodolibet pertinent, et de iis, quae in loco electionis aguntur, scrutinium directe vel indirecte respicientibus; neque idem secretum quoquo modo violaturos sive perdurante novi Pontificis electione, sive etiam post, nisi expressa facultas ab eodem Pontifice tributa sit, itemque nulli consensioni, dissensioni, aliique cuilibet intercessioni, quibus auctoritates saeculares cuiuslibet ordinis et gradus, vel quivis hominum coetus vel personae singulae voluerint sese Pontificis electioni immiscere, auxilium vel favorem praestaturos. »

« Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l'elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell'elezione del Romano Pontefice. »

Poi ciascun cardinale singolarmente si reca all'Evangeliario e pronuncia l'ultima parte del giuramento:

« Et ego N. Cardinalis N. spondeo, voveo ac iuro. »
« Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro. »

posta la mano sul Vangelo, prosegue:

« Sic me Deus adiuvet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango. »
« Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano. »

Quando tutti i cardinali avranno pronunciato il giuramento il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie pronuncia:

« Extra omnes. »
« Fuori tutti. »

Questo ordine invita tutti gli astanti, fuorché lo stesso maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, l'ecclesiastico incaricato di tenere la meditazione e i cardinali elettori, a uscire dalla Cappella Sistina. Il Maestro chiude la porta di accesso sotto chiave. L'ecclesiastico conduce la sua meditazione concernente i problemi della Chiesa e le qualità che il nuovo eletto dovrà possedere. Dopo la sua meditazione l'ecclesiastico lascia la cappella insieme al maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Seguono le preghiere. Il cardinale decano chiederà se vi sono ancora dubbi relativi alle procedure. Con la chiarificazione dei dubbi, le operazioni di voto possono cominciare. I signori cardinali arrivati dopo l'inizio del conclave sono comunque ammessi. Un cardinale malato può lasciare il conclave e poi esserne riammesso, un cardinale che lasci il conclave per qualsiasi altra ragione, non può ritornarvi. Anche se nel passato i cardinali elettori potevano essere accompagnati da assistenti ("conclavisti"), ora solo un infermiere può accompagnare un cardinale che per motivi di salute necessita di assistenza, come confermato dal Collegio dei Cardinali. Per assolvere alle incombenze dell'elezione dovranno essere disponibili il segretario del collegio dei cardinali, Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, due cerimonieri, due religiosi addetti alla sacrestia pontificia e un ecclesiastico assistente del decano del collegio dei cardinali, tutti preventivamente approvati dal camerlengo di Santa Romana Chiesa e dai suoi tre cardinali assistenti pro tempore. Il camerlengo e i tre cardinali assistenti pro tempore sono obbligati a vigilare perché non venga violata la riservatezza sia prima sia durante sia dopo le operazioni di voto e di spoglio. La segretezza è imposta per tutta la durata del conclave: ai cardinali, ai conclavisti e a tutto il personale non è permesso rivelare informazioni in merito all'elezione. Ai cardinali è fatto divieto di conversare con persone fuori dal conclave o di comunicate per posta, per radio o per telefono. La violazione del segreto da parte del personale ammesso ad assolvere alle imcombenze del conclave è un reato punibile con la scomunica latae sententiae. Ai signori cardinali si fa ordine, graviter onerata ipsorum conscientia, di conservare il segreto anche dopo l'elezione del pontefice. Prima dell'inizio del conclave del 2005 furono utilizzate le più sofisticate tecnologie per identificare la presenza di dispositivi di sorveglianza o di intercettazione. La Universi Dominici Gregis vieta espressamente la presenza dei giornali, radio e televisione. Posto che la Universi Dominici Gregis abolisce le forme di elezione dette per acclamationem seu inspirationem e per compromissum, l'unica forma di elezione del Romano Pontefice ammessa è per scrutinium. Per la valida elezione sono richiesti i due terzi dei suffragi, conteggiati sul numero degli elettori presenti. Nel caso in cui il numero non sia divisibile per tre è necessario un voto in più. Agli scrutini si accede subito dopo la chiarificazione degli ultimi dubbi di voto. Nel caso in cui le elezioni inizino il pomeriggio del primo giorno di conclave, vi sarà un solo scrutinio. I giorni seguenti vi saranno due scrutini al mattino, due al pomeriggio. Ciascun scrutinio si divide in tre fasi:

Antescrutinium
Scrutinium vere proprieque
Post-scrutinium

Antescrutinium 

Questa prima fase prevede che i cerimonieri preparino e distribuiscano due o tre schede a ciascun cardinale elettore; che l'ultimo cardinale diacono estragga a sorte fra tutti i cardinali elettori, tre scrutatori, tre incaricati detti infirmarii che raccolgano i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae, e tre revisori; che i cardinali elettori, durante le votazioni, rimangano soli. Subito dopo la distribuzione delle schede, ma prima che gli elettori scrivano sulla propria scheda, il segretario del collegio dei cardinali, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie ed i cerimonieri escono. L'ultimo cardinale diacono chiude e apre la porta ogni volta si renda necessario (ad esempio quando gli infirmarii escono con una cassetta per raccogliere i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae, e poi ritornano).
Ciascun cardinale elettore dispone di una scheda di forma rettangolare, con riportata la scritta

« Eligo in Summum Pontificem »

sotto la quale ognuno scriverà con grafia non riconoscibile il nome del cardinale che intende eleggere a Romano Pontefice.

Scrutinium vere proprieque

Quindi un cardinale alla volta si reca, tenendo in mano la scheda piegata in due e ben visibile, presso l'altare dove sono i tre scrutatori e un'urna con un piatto appoggiatovi sopra. Arrivato dinanzi all'affresco Giudizio Universale di Michelangelo pronuncerà il giuramento:

« Testor Christum Dominum, qui me iudicaturus est, me eum eligere, quem secundum Deum iudico eligi debere. »
« Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto. »

e posta la scheda sul piatto, lo alzerà per lasciarla scivolare all'interno dell'urna; quindi tornerà al proprio posto. Compiute le operazioni di voto si procede alle operazioni di spoglio. Il primo scrutatore agita le schede nell'urna per mescolarle mentre l'ultimo scrutatore le conteggia una ad una ponendole in un'altra urna vuota, più piccola. Se il numero non corrispondesse al numero dei cardinali elettori le schede andrebbero bruciate subito, senza spoglio. Il primo e il secondo scrutatore osservano e leggono il nome scritto su ciascuna scheda, mentre l'ultimo lo pronuncia a voce alta perché anche i cardinali elettori possano tenere il conto. Ciascun scrutatore riporta i voti in appositi fogli. L'ultimo scrutatore legge le schede e contemporaneamente le fora dalla parte interna, dove si trova la parola "Eligo", per farvi passare un filo. Una volta finito lo spoglio, l'ultimo scrutatore fa un nodo ai due capi del filo e lo pone in un contenitore.

Post-scrutinium

Quest'ultima fase comprende il conteggio dei voti e il bruciamento delle schede nella stufa, solo dopo il secondo scrutinio eccetto per il pomeriggio del primo giorno o in caso di avvenuta elezione già al primo scrutinio. Gli scrutatori assommano i voti che ciascuno ha riportato. Sia che il quorum sia stato raggiunto sia in caso di esito negativo i revisori devono controllare tutte le schede e le annotazioni degli scrutatori per vigilare sul loro operato. Se il quorum non è stato raggiunto si procede a un'immediata nuova votazione, eccetto che per il primo giorno di conclave. Nel secondo scrutinio i cardinali ripeteranno le stesse operazioni ma senza pronunciare di nuovo il giuramento o altre ripetizioni. Al termine della seconda votazione e prima che i cardinali abbandonino la Sistina, le schede del secondo e del primo scrutinio vengono bruciate dagli scrutatori, dal segretario del collegio e dai cerimonieri, richiamati dall'ultimo cardinale diacono. Si fa ordine a ciascun cardinale di consegnare i propri appunti al camerlengo o ai cardinali assistenti, affinché anch'essi siano bruciati. È inoltre previsto che il camerlengo e i cardinali assistenti stilino una relazione sull'esito di ciascuna sessione di voto da consegnare al nuovo pontefice in una busta sigillata.

Se per un candidato i voti raggiungono i due terzi dei votanti, l'elezione del pontefice è canonicamente valida. L'ultimo dell'ordine dei cardinali diaconi richiama il maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del collegio cardinalizio. Il decano o il vice decano oppure il primo cardinale dei cardinali vescovi si rivolge all'eletto dicendo:

« Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem? »
« Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? »

e a risposta affermativa, soggiunge:

« Quo nomine vis vocari? »
« Come vuoi essere chiamato? »

Il candidato risponderà con il nome pontificale. Dopo l'accettazione si bruciano le schede, facendo in modo che dalla piazza San Pietro possa vedersi la classica fumata bianca. L'Ordo rituum conclavis prevede che, se il candidato non fosse vescovo, venga subito consacrato; lo stesso Ordo regola le procedure da seguire nel caso l'eletto risieda fuori del Conclave. Al termine del conclave il papa neo-eletto si ritira nella "stanza delle lacrime", ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta i paramenti papali con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro. Il nome di tale luogo deriva dal fatto che, si presume, il pontefice scoppi a piangere per la commozione e per il peso della responsabilità del ruolo che è chiamato a svolgere. Tradizionalmente, nella sacrestia sono presenti paramenti papali di tre diverse misure, che possono approssimativamente adattarsi alla taglia del nuovo eletto. Famosa in proposito è la vicenda del neo-eletto Giovanni XXIII, pontefice piuttosto robusto, per adattare al quale gli abiti della taglia più ampia fu necessario tagliarli ampiamente e poi fermarli con spille da balia. Nel caso teorico che il papa eletto non fosse un cardinale partecipante al conclave, la vestizione del nuovo papa avverrebbe sul luogo dell'annuncio.

EXTRA OMNES

Extra omnes ("fuori tutti") è una frase latina della tradizione ecclesiastica cattolica romana. Viene infatti pronunciata dal Maestro delle Cerimonie Pontificie nel momento in cui i cardinali si riuniscono in Conclave nella Cappella Sistina per eleggere il romano pontefice, ed ordina a tutti quelli che non sono chiamati all'elezione di uscire, poiché l'elezione papale è rigorosamente segreta. Successivamente, la porta della Sistina viene chiusa e sigillata dall'interno.

martedì 19 febbraio 2013

COME SI SVOLGE IL CONCLAVE?

Dopo la rinuncia di Papa Benedetto XVI, tra non molto vi sarà il nuovo conclave, ovvero l’elezione del nuovo pontefice. Ancora incerta la data esatta del conclave, ma il nuovo Papa sarà proclamato entro Pasqua (31 marzo).  Cum clave (conclave) significa “chiuso a chiave” ed è il termine che identifica sia la riunione dei cardinali per l’elezione del nuovo papa, sia la sala in cui essi si raccoglieranno. Le origini di questo termine risalgono al XIII secolo, quando per mettere fine all’interminabile indecisione dei cardinali, essi furono letteralmente chiusi a chiave all’interno del palazzo papale e costretti ad eleggere un papa in tempi brevi (in quell’occasione fu scelto Papa Gregorio X). Oggi il conclave si svolge nella cappella Sistina della Città del Vaticano, dove si riuniranno i 117 cardinali della Chiesa con non più di 80 anni (coloro cioè che hanno diritto al voto). Il conclave inizierà con il giuramento per tutti i votanti, che sarà pronunciato dal cardinale Angelo Sodano, l’attuale cardinale decano del Sacro Collegio. Ogni cardinale, quindi, pronuncerà in latino l’ultima parte di giuramento davanti all’Evangelario, con queste parole: 
“Ed io …[nome]… prometto, mi obbligo e giuro. Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano“.
E’ così che inizia una cerimonia segretissima, complessa e ricca di riti imprescindibili, che si svolge totalmente in lingua latina. Dopo il giuramento, vi sarà la vera e propria votazione. A tutti i cardinali saranno consegnate delle schede, dove ciascuno scriverà il nome del Pontefice che intende eleggere. Saranno anche nominati tre scrutatori, ai quali ogni cardinale consegnerà la propria scheda (lasciandola cadere dentro un’apposita urna e pronunciando queste parole: 
“Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”).
In questa sezione sarà presente l’elenco dei Cardinali che parteciperanno al Conclave 2013.

Fumata bianca e fumata nera

Il nuovo Papa è eletto se il candidato riceve i due terzi dei voti. Finchè non è raggiunto questo quorum, la votazione è considerata nulla. All’interno della Cappella Sistina, sede del conclave, è montata una stufa in cui saranno bruciate le schede, gli appunti e tutti i documenti delle votazioni. FUMATA NERA
Da Piazza San Pietro, si potrà osservare il fumo che fuoriesce dal camino della Cappella Sistina e capire se la votazione è valida o meno. La fumata nera indica che la votazione è nulla e si deve procedere quindi con una nuova votazione. Per rendere il colore del fumo nero, spesso viene gettata nella stufa, assieme ai documenti, un fumogeno artificiale.

FUMATA BIANCA 
La fumata bianca indica l’elezione del Papa.
In passato il colore del fumo veniva determinato dall’inserimento nella stufa di paglia bagnata. Oggi, anche per la fumata bianca si utilizza una sostanza chimica.

FUMATA GIALLA
Esiste anche una fumata gialla, che forse pochi conoscono. E’ una fumata “di prova“, che avviene prima dell’inizio del conclave per testare il corretto funzionamento della stufa.

Come detto, una volta che il candidato eletto avrà raggiunto i due terzi dei voti, egli sarà dunque proclamato Papa. Il cardinale Sodano gli chiederà dunque: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?“. In caso di risposta affermativa il nuovo Papa dovrà comunicare il nome con il quale vuole essere chiamato.
Il conclave terminerà con il rito della vestizione: il pontefice appena eletto indosserà gli abiti papali, poi si procederà con una preghiera e un canto (il Te Deum) per il nuovo Papa.
A questo punto potrà essere annunciata dalla loggia della Basilica di San Pietro la tipica frase: “Habemus Papam” e il nuovo Papa impartirà ai presenti la sua prima benedizione Urbi et Orbi (“Alla città (di Roma) e al mondo”).

ELENCO DEI 117 CARDINALI CHE PARTECIPERANNO AL CONCLAVE


1. NAGUIB Antonios  
Egitto
2. OKOGIE Anthony Olubunmi  
Nigeria
3. SARR Théodore-Adrien  
Senegal
4. MONSENGWO Pasinya Laurent
Rep.Dem.Congo
5. ZUBEIR WAKO Gabriel  
Sudan (Sud Sudan)
6. NAPIER Wilfrid Fox  
Sud Africa
7. ONAIYEKAN John Olorunfemi  
Nigeria
8. PENGO Polycarp  
Tanzania
9. NJUE John  
Kenya
10. SARAH Robert  
Guinea
11. TURKSON Peter Kodwo Appiah  
Ghana

AMERICA - 33 CARDINALI ELETTORI
1. SANDOVAL ÍÑIGUEZ Juan  
Messico
2. AGNELO Geraldo Majella  
Brasile
3. ERRÁZURIZ OSSA Francisco J.  
Cile
4. VELA CHIRIBOGA Raúl Eduardo  
Ecuador
5. HUMMES Cláudio  
Brasile
6. RIGALI Justin Francis  
Stati Uniti
7. MAHONY Roger Michael  
Stati Uniti
8. TERRAZAS SANDOVAL Julio  
Bolivia
9. LEVADA William Joseph  
Stati Uniti
10. TURCOTTE Jean-Claude  
Canada
11. ORTEGA Y ALAMINO Jaime L.  
Cuba
12. LÓPEZ RODRÍGUEZ N. de Jesús  
R. Dominicana
13. BERGOGLIO Jorge Mario  
Argentina
14. GEORGE Francis Eugene  
Stati Uniti
15. ASSIS Raymundo DAMASCENO  
Brasile
16. O’BRIEN Edwin Frederik  
Stati Uniti (DIMESSO)
17. RIVERA CARRERA Norberto  
Messico
18. UROSA SAVINO Jorge Liberato  
Venezuela
19. SALAZAR GÓMEZ Rubén  
Colombia
20. WUERL Donald William  
Stati Uniti
21. RODRÍGUEZ MARADIAGA O.A.  
Honduras
22. SANDRI Leonardo  
Argentina
23. CIPRIANI THORNE Juan Luis  
Perù
24. OUELLET Marc  
Canada
25. O'MALLEY Sean Patrick  
Stati Uniti
26. COLLINS Thomas Christopher  
Canada
27. AVIZ João BRAZ de  
Brasile
28. BURKE Raymond Leo  
Stati Uniti
29. ROBLES ORTEGA Francisco  
México
30. DINARDO Daniel N.  
Stati Uniti
31. SCHERER Odilo Pedro  
Brasile
32. HARVEY James Michael  
Stati Uniti
33. DOLAN Timothy Michael  
Stati Uniti

ASIA - 11 CARDINALI ELETTORI
1. DARMAATMADJA Julius Riyadi  
Indonesia
2. PHAM MINH MÂN Jean-Baptiste  
Viet Nam
3. DIAS Ivan  
India
4. TONG HON John  
Cina
5. TOPPO Telesphore Placidus  
India
6. RAÏ Béchara Boutros  
Libano
7. GRACIAS Oswald  
India
8. ALENCHERRY George  
India
9. PATABENDIGE DON Albert M. R.  
Sri Lanka
10. 12. TAGLE Luis Antonio  
Filippine
11. THOTTUNKAL Baselios Cleemis  
India.

EUROPA - 61 CARDINALI ELETTORI
1. KASPER Walter
Germania
2. POLETTO Severino
Italia
3. DANNEELS Godfried  
Belgio
4. FARINA Raffaele  
Italia
5. MEISNER Joachim  
Germania
6. RE Giovanni Battista  
Italia
7. TETTAMANZI Dionigi  
Italia
8. MONTERISI Francesco  
Italia
9. AMIGO VALLEJO Carlos  
Spagna
10. SARDI Paolo  
Italia
11. CORDES Paul Josef  
Germania
12. RODÉ Franc  
Slovenia
13. BERTONE Tarcisio  
Italia
14. LAJOLO Giovanni  
Italia
15. DE PAOLIS Velasio  
Italia
16. ABRIL y CASTELLÓ Santos  
Spagna
17. POLICARPO José DA CRUZ  
Portogallo
18. LEHMANN Karl  
Germania
19. ROUCO VARELA Antonio María  
Spagna
20. ANTONELLI Ennio  
Italia
21. BACKIS Audrys Juozas  
Lituania
22. NICORA Attilio  
Italia
23. MARTÍNEZ SISTACH Lluís  
Spagna
24. VEGLIÒ Antonio Maria  
Italia
25. ROMEO Paolo  
Italia
26. COCCOPALMERIO Francesco  
Italia
27. O’BRIEN Keith Michael Patrick  
Gr.Bretagna
28. MONTEIRO de CASTRO Manuel  
Portogallo
29. CAFFARRA Carlo  
Italia
30. AMATO Angelo  
Italia
31. DZIWISZ Stanislaw  
 Polonia
32. BRADY Seán Baptist  
Irlanda
33. GROCHOLEWSKI Zenon  
Polonia
34. VALLINI Agostino  
Italia
35. SCOLA Angelo  
Italia
36. BERTELLO Giuseppe  
Italia
37. RAVASI Gianfranco  
Italia
38. VINGT-TROIS André  
Francia
39. BAGNASCO Angelo  
Italia
40. CALCAGNO Domenico  
Italia
41. DUKA Dominik  
Rep. Ceca
42. SEPE Crescenzio  
Italia
43. TAURAN Jean-Louis  
Francia
44. VERSALDI Giuseppe  
Italia
45. COMASTRI Angelo  
Italia
46. PIACENZA Mauro  
Italia
47. RICARD Jean-Pierre  
Francia
48. SCHÖNBORN Christoph  
Austria
49. RYLKO Stanislaw  
Polonia
50. PULJIC Vinko  
Bosnia-Erzegovina
51. CAÑIZARES LLOVERA Antonio  
Spagna
52. FILONI Fernando  
Italia
53. BETORI Giuseppe  
Italia
54. BOZANIC Josip  
Croazia
55. NYCZ Kazimierz  
Polonia
56. KOCH Kurt  
Svizzera
57. BARBARIN Philippe  
Francia
58. ERDO Péter  
Ungheria
59. EIJK Willem Jacobus  
Paesi Bassi
60. MARX Reinhard  
Germania
61. WOELKI Rainer Maria  
Germania

OCEANIA - 1 CARDINALE ELETTORE
1. PELL George  
Australia


LA SEDE VACANTE

La sede vacante (in latino Sedes vacans) è il periodo che si verifica quando una diocesi o una chiesa particolare resta priva di guida, ossia quando viene a mancare il vescovo in carica. Per evitare un vuoto di potere, queste circostanze vengono regolamentate precisamente dal Codice di diritto canonico. Un caso particolare è la sede apostolica vacante, cioè quando tra la morte o le dimissioni di un pontefice e l'elezione del suo successore, il trono di San Pietro resta vuoto. Infatti durante la sua assenza il governo della Chiesa è affidato al collegio dei cardinali, i quali in maniera del tutto consultiva suppliscono all'autorità papale; si tratta degli affari pubblici della Chiesa, ad esempio preparare i funerali del pontefice stabilire la data di inizio conclave, ma nulla di ciò che spetta esclusivamente al pontefice può essere discusso né tanto meno deciso. Durante questo periodo di sede apostolica vacante, una figura di grande rilievo è il cardinale camerlengo, il quale assume di fatto le funzioni del governo ordinario della chiesa. Le procedure adottate durante la sede apostolica vacante sono dettate dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da papa Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996. Secondo le procedure previste dalla costituzione di Giovanni Paolo II Universi Dominici Gregis, il Camerlengo deve accertare la morte del Pontefice alla presenza del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche, del Segretario e del Cancelliere della Camera Apostolica. Una volta accertato il decesso vengono apposti i sigilli alla camera e allo studio del Pontefice, ed il Camerlengo annuncia il decesso al Vicario di Roma, che a sua volta lo comunicherà al popolo romano. Viene spezzato l'anello del pescatore, simbolo di san Pietro, ed il sigillo del pontefice deceduto. Il portone di bronzo del Palazzo Apostolico viene chiuso per metà, come antichissimo segno di lutto, e la campana di San Marco comunica con rintocchi a martello il decesso. La salma viene composta dai medici e rivestita dai paramenti pontifici, ossia la mitria bianca, la casula di colore rosso (il colore del lutto per i Pontefici Romani), e il pallio. Si celebrano i Novendiali, ossia le esequie di nove giorni in suffragio dell'anima del defunto, mentre per tre giorni il corpo viene esposto all'omaggio dei fedeli nella basilica di San Pietro. Vengono estratti a sorte i tre cardinali assistenti, fra i presenti al Conclave, per ogni ordine ecclesiastico (Vescovi, Preti, Diaconi); infine si celebrano i funerali solenni. Dopo la Missa poenitentialis, le spoglie vengono poste in una triplice cassa di cipresso, piombo e noce, e tumulate all’interno delle Grotte Vaticane. Le funzioni del papa non vengono assunte da alcun prelato, ma solamente l'ordinaria amministrazione viene gestita da un collegio di tre cardinali che assumono a rotazione i relativi compiti. Alla morte del papa tutti i cardinali della Curia Romana e il Cardinal Segretario di Stato decadono dal loro incarico, ad eccezione del Camerlengo, del Penitenziere Maggiore, del cardinale vicario della Diocesi di Roma, del cardinale vicario della Città del Vaticano e del Decano del Collegio Cardinalizio. Infine il Camerlengo convoca i cardinali elettori, e trascorsi dai quindici ai venti giorni, gli stessi si riuniscono in conclave per l'elezione del nuovo Papa.

Fonte: Wikipedia

giovedì 14 febbraio 2013

LA FIGURA DEL PAPA: ORIGINI, ELEZIONE, CURIOSITA'

Papa (dal greco πάπας, pápas e dal latino papa, in entrambi i casi con il significato di padre) è il titolo proprio del vescovo di Roma, patriarca della Chiesa latina, sommo pontefice della Chiesa cattolica e sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio nel 384, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Tuttavia la prima attestazione epigrafica di questo termine risale ai primi decenni del IV secolo e consiste in una transenna marmorea proveniente dal cimitero di Callisto sulla via Appia, in cui si attesta che il diacono Severo dovette chiedere l'autorizzazione a Papa Marcellino per poter realizzare un cubicolo familiare (Inscriptiones Christianae urbis Romae, nr. 10183: iussu p[a]p[ae] sui Marcellini. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Benedetto XVI. Il titolo è usato anche dai patriarchi ortodossi di Alessandria d'Egitto e dai papi copti. I Papi hanno sempre mantenuto tale denominazione anche se non è scorretto parlare di "vescovo di Roma", in virtù del primato territoriale della città, o anche "Patriarca di Roma", perché sede di un apostolo.

Nella Chiesa cattolica il papa ha compiti a diversi livelli, locale e universale, che vengono descritti nel seguito. Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è, inoltre, arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Il papa è anche il primate della Chiesa cattolica italiana. Nella tradizione, è anche il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche particolari. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della Chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di «sua santità» o «santo padre». Nella Chiesa cattolica, al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre Chiese. Poiché san Pietro fu a capo della Chiesa di Roma, dove fu martirizzato, il papa viene anche detto successore di Pietro, il principe degli apostoli. I cattolici ritengono che il primato che san Pietro avrebbe esercitato sugli apostoli si sia trasmesso anche ai suoi successori. Egli è pertanto il capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare, egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Fra gli altri titoli usati dal papa, che in realtà non sono specifici del papato ma comuni a tutti i vescovi, vi è quello di "pontefice" (termine derivato dal latino che indica il ruolo di sacerdote) e "vicario di Cristo", che indica il compito di governo della Chiesa proprio di ogni vescovo. Il Codice di diritto canonico definisce il papa «Organo supremo della potestà di giurisdizione» e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato "Sommo Pontefice della Chiesa Universale" e "Servo dei servi di Dio". Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano dello Stato della Città del Vaticano e della Santa Sede; quest'ultima è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale. Il primato papale è l'autorità apostolica del vescovo della diocesi di Roma su tutte le chiese particolari della Chiesa cattolica, sia di rito latino che di riti orientali. La Chiesa ortodossa riconosce un primato di onore al vescovo di Roma ma ritiene che non sia valido finché continua la suddivisione tra chiesa orientale ed occidentale successiva allo scisma d'Oriente-Occidente. Le confessioni protestanti non riconoscono alcuna autorità superiore al vescovo di Roma poiché la ritengono non conforme alle Sacre Scritture. Al tempo della Riforma la sua autorità era generalmente considerata un'usurpazione e una tirannia. Al giorno d'oggi molte Chiese mantengono questa opinione, mentre altre non escludono una forma di ministero papale, in prospettiva ecumenica, sostanzialmente diversa dal primato papale attuale. La chiesa anglicana ritiene che "Entro il suo più ampio ministero, il vescovo di Roma offre un ministero specifico riguardante il discernimento della verità, come un'espressione del primato universale". Tuttavia "Questo servizio particolare è stato fonte di difficoltà e di fraintendimenti tra le chiese"


Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» [...] e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa». Tale prerogativa è considerata inaccettabile da tutte le altre confessioni cristiane soprattutto per quanto riguarda la potestà giurisdizionale, mentre altre Chiese sono più possibiliste in relazione ad un ministero di Pietro con il consenso della Chiesa universale. Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» [...] e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa». Tale prerogativa è considerata inaccettabile da tutte le altre confessioni cristiane soprattutto per quanto riguarda la potestà giurisdizionale, mentre altre Chiese sono più possibiliste in relazione ad un ministero di Pietro con il consenso della Chiesa universale.


Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni vennero nominati dall'imperatore del Sacro Romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente Pontefice. I cardinali durante tutta la durata del conclave non possono avere alcun contatto con l'esterno. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto papa (sebbene l'elezione di un non vescovo sia avvenuta raramente) e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgate nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da papa Giovanni Paolo II nel 1996.
È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri Papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché non italiani. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per san Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriaan Florenszoon Boeyens fu Adriano VI, Marcello Cervini fu Marcello II.

I pontificati più lunghi sono stati:

San Pietro (dal 30 al 64/67): 34 o 37 anni
Papa Pio IX (dal 1846 al 1878): 31 anni, 7 mesi e 23 giorni (11.560 giorni)
Papa Giovanni Paolo II (dal 1978 al 2005): 26 anni, 5 mesi e 17 giorni (9.665 giorni)
Papa Leone XIII (dal 1878 al 1903): 25 anni, 4 mesi e 29 giorni (9.280 giorni)
Papa Pio VI (dal 1775 al 1799): 24 anni, 6 mesi e 14 giorni (8.962 giorni)
Papa Adriano I (dal 772 al 795): 23 anni, 10 mesi e 25 giorni (8.738 giorni)
Papa Pio VII (dal 1800 al 1823): 23 anni, 5 mesi e 6 giorni (8.559)
Papa Alessandro III (dal 1159 al 1181): 21 anni, 11 mesi, e 2 giorni (8.001 giorni)
Papa Silvestro I (dal 314 al 335): 21 anni e 11 mesi
Papa Leone I (dal 440 al 461): 21 anni e 1 mese

I papi il cui ministero è durato meno sono i seguenti

Papa Urbano VII (15 settembre - 27 settembre 1590): 13 giorni
Papa Bonifacio VI (aprile 896): 16 giorni
Papa Celestino IV (25 ottobre - 10 novembre 1241): 17 giorni
Papa Sisinnio (15 gennaio - 4 febbraio 708): 21 giorni
Papa Teodoro II (dicembre 897): 21 giorni
Papa Marcello II (10 aprile - 1 maggio 1555): 22 giorni
Papa Damaso II (17 luglio - 9 agosto 1048): 24 giorni
Papa Pio III (22 settembre - 18 ottobre 1503): 27 giorni
Papa Leone XI (1 aprile - 27 aprile 1605): 27 giorni
Papa Benedetto V (22 maggio - 23 giugno 964): 33 giorni
Nell'11ª posizione troviamo Giovanni Paolo I, papa dal 26 agosto al 28 settembre 1978: morì il 33º giorno dopo la sua elezione, avendo occupato il soglio di San Pietro per 34 giorni.
Nella prima posizione alcuni pongono Stefano II (23 marzo-26 marzo 752), che morì di apoplessia tre giorni dopo la sua elezione, e prima dell'inizio solenne del suo pontificato. Venne escluso dalla lista dei papi per secoli, ma ora è stato reinserito, provocando un'incongruenza nella numerazione dei papi di nome Stefano che lo hanno seguito. Tra i pontificati più brevi è da ricordare anche quello di Celestino V, l'unico papa a rinunciare al proprio incarico (dopo appena 100 giorni), imprigionato dal successore Bonifacio VIII, e probabilmente da lui messo a morte. Si tratta dello stesso Bonifacio cui è predetta la pena eterna da Dante nella Commedia, per la sua sete di dominio e la sua corruzione, e contro cui si scagliarono le invettive di gran parte degli intellettuali e spirituali del tempo. La credenza popolare indica in Celestino V il personaggio del gran rifiuto, identificazione rifiutata dalla maggioranza dei critici danteschi.

Fonte: Cathopedia

FUMATA BIANCA E FUMATA NERA

Il termine fumata è un segnale di fumo adoperato nell'elezione del nuovo papa. La fumata, prodotta da una stufa nella Cappella Sistina durante il Conclave, può essere bianca, nera o gialla.
  • La fumata nera indica la mancata elezione del nuovo papa durante il Conclave. La fumata nera si ripete alla fine di ogni sessione di scrutini, se nessuno riceve i due terzi delle preferenze, e la votazione è considerata nulla. Viene prodotta bruciando le schede delle votazioni, gli appunti e i documenti della votazione. Talvolta si addiziona una speciale sostanza che la rende nera.

Le schede vengono bruciate in una stufa presente nella Cappella Sistina assieme ad una sostanza che produce del fumo nero, il quale, fuoriuscendo da un camino visibile da piazza San Pietro, comunica la fino a quel momento mancata elezione del pontefice.
  • La fumata bianca indica invece l'avvenuta elezione di un nuovo papa. Per estensione, il termine ha iniziato a indicare anche la buona riuscita di una trattativa qualsiasi. Si produce bruciando le schede insieme a paglia umida o a una particolare sostanza chimica (quest'ultima è la più utilizzata da molti conclavi, mentre la paglia si usava anticamente).

Al termine di uno scrutinio del Conclave, se un nominativo riceve i due terzi delle preferenze le schede dell'elezione vengono bruciate in una apposita stufetta allestita in un locale attiguo alla Cappella Sistina producendo fumo bianco, che, fuoriuscito da un camino visibile da Piazza San Pietro, annuncia al mondo l'avvenuta elezione. A partire dal Conclave del 2005, la fumata bianca è accompagnata dal suono delle campane a festa della Basilica di San Pietro in Vaticano, e le stufe sono diventate due: a quella tradizionale ne è stata aggiunta una seconda contenente fumogeni artificiali per migliorare la visibilità.
  • La fumata gialla è semplicemente una fumata di prova che si fa prima dell'inizio del Conclave stesso, per verificare che la stufa sia correttamente funzionante.

In occasione del Conclave del 2005 non è stata fatta, poiché si è deciso di affiancare alla classica stufa, anche un sistema elettronico per assicurarsi del corretto funzionamento della stessa, rendendo di fatto inutile la fumata gialla. Nonostante tutti questi accorgimenti, molto spesso le fumate non sono state comprese. Ad esempio, nel caso dell'elezione di Giovanni Paolo I regnò per molto tempo l'incertezza sul colore del fumo che fuoriuscì dalla Cappella Sistina. Anche nell'elezione dell'attuale pontefice, Benedetto XVI, ci sono stati non pochi equivoci e da qui viene l'introduzione del suono delle campane della Basilica di San Pietro. La stufa attualmente utilizzata per bruciare i documenti e produrre le fumate è la stessa dal 1939 e su di essa sono impresse tramite punzonatura le date di alcuni conclavi in cui essa ha prodotto la fumata bianca che ha annunciato il nuovo papa.

Fonte: Wikipedia

mercoledì 13 febbraio 2013

L'ANELLO PISCATORIO

L'anello del Pescatore o piscatorio (lat.: Anulus piscatoris) fa parte ufficialmente delle insegne del Papa, che la Chiesa cattolica identifica come il successore di San Pietro, il cui mestiere era quello di pescatore. L'anello del pescatore è un sigillo utilizzato fino al 1842 per sigillare ogni documento ufficiale redatto dal Papa, o da lui controfirmato. L'anello, che viene fabbricato in oro per ciascun nuovo pontefice, riporta un bassorilievo di San Pietro che pesca da una barca. Lungo il bordo dell'immagine viene incisa l'iscrizione con il nome del pontefice. Durante il rito dell'incoronazione (che - a partire dall'elezione di Papa Giovanni Paolo I - è stato sostituito dalla solenne Messa crismale di inizio del Pontificato) il cardinale decano lo infila al dito della mano destra del nuovo Papa. Alla morte del Papa, l'anello del pescatore viene distrutto dal cardinale camerlengo alla presenza degli altri cardinali, utilizzando un martelletto d'argento: viene prima incisa una croce con uno scalpello e successivamente con il martello viene rotto e poi conservato nei musei vaticani come reperto. L'azione, che una volta era intesa a prevenire l'uso del sigillo per retrodatare degli atti, oggi ha il significato di sottolineare che nel periodo di sede vacante nessuno assume le prerogative proprie del Sommo Pontefice. Una lettera scritta da Papa Clemente IV al nipote Pietro Grossi nel 1265 fa per prima menzione dell'anello del pescatore, utilizzato per sigillare tutta la corrispondenza privata, per mezzo della pressione dell'anello sulla ceralacca riscaldata e fusa sulla carta. Gli atti pubblici, invece, recavano un sigillo in piombo fuso sul documento stesso. Tali documenti prendevano il nome di bolla papale, dalla bolla di piombo che vi veniva apposta. L'utilizzo dell'anello del pescatore cambiò durante il XV secolo, quando se ne conosce l'uso per il sigillo apposto sui documenti detti brevi. Tale pratica cessò nel 1842, quando la cera con il nastrino in seta impressa con l'anello del pescatore cedette il posto ad un timbro con inchiostro rosso. La tradizione dell'anello deriva sicuramente dai monarchi medievali, ai quali i sudditi mostravano rispetto e deferenza con il bacio dell'anello.L'anello piscatorio viene indossato dal Papa nel dito anulare destro.

Fonte: Wikipedia

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