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giovedì 14 dicembre 2017

VITERBO SOTTERRANEA E I TESORI D'ETRURIA



Viterbo Sotterranea e Sguardo Sul Medioevo sempre più vicini. Sguardo Sul Medioevo ha appena creato un'area dedicata alla splendida realtà viterbese che valorizza il sottosuolo della Città dei Papi. Un grazie speciale a Sergio Cesarini, fondatore di Viterbo Sotterranea, per l'accoglienza e per la volontà espressa di collaborare col blog Sguardo Sul Medioevo. Ma ora, bando alle ciance e iniziamo con un po' di storia, una storia che affonda le sue radici prima della nascita di Cristo per arrivare ai giorni nostri ricca di novità e di nuove testimonianze.

Viterbo Sotterranea

Come Roma, Narni, Orte, Orvieto, Napoli e Torino, anche Viterbo vanta un patrimonio sotterraneo invidiabile. La città dei Papi, nella quale ebbe luogo il conclave più lungo della storia, e nella quale dimora il quartiere medievale più grande in Europa, ha nel proprio sottosuolo un vero e proprio dedalo di grotte e di cunicoli testimonianze di un passato lontano e recente allo stesso tempo. Anche per quanto riguarda Viterbo, non è possibile conoscere a fondo la storia della città che possiamo ammirare tutti i giorni se non si conosce adeguatamente il sottosuolo che, grazie alla libera iniziativa di privati, senza alcun contributo statale o europeo, è stato reso accessibile anche se solamente per una parte. Viterbo Sotterranea si trova in piazza della Morte (già sede della Confraternita dell'Orazione e Morte che concedevano ai defunti una degna sepoltura alle persone i cui famigliari non potevano permettersi adeguati funerali) dove verrete accolti da entusiasti appassionati pronti a condurvi nel cuore della città alla scoperta non solo di elementi archeologici di grande interesse ma anche di prodotti tipici della zona.

Periodo Etrusco

Le gallerie, come detto, vantano origini antichissime: furono gli etruschi a iniziare una lunga campagna di scavi che portarono alla colonizzazione della zona. Il primo nucleo abitativo fu chiamato Surina (nome che rimanda a Suri, il dio legato ai vapori che venivano sprigionati dal sottosuolo). Secondo gli etruschi, l'acqua era il fattore principale della vita e, proprio per questo, fu reso un elemento sacro tanto da essere venerata. Infatti, i culti principali degli etruschi venivano svolti proprio nei boschi e vicino a sorgenti d'acqua. Lo studio dell'acqua e della sua forza fece degli etruschi un popolo decisamente all'avanguardia nell'agricoltura come nell'ingegneria idraulica per passare allo studio di dighe, canali e a tecniche di bonifica. Ogni insediamento etrusco doveva avere cisterne, acquedotti, reti idriche create in modo da far defluire le acque secondo tecniche all'epoca totalmente all'avanguardia se si pensa che il tutto era studiato senza la tecnologia di cui disponiamo ora.

Viterbo Medievale

Durante il Medioevo Viterbo ebbe un periodo di grande sviluppo, compreso il sottosuolo che fu utilizzato come cantina per conservare le botti e generi alimentari. Nei sotterranei viterbesi non era difficile incappare nei butti. Cosa sono i butti? Sono delle vere e proprie discariche in cui veniva gettato di tutto compreso tutto ciò che era entrato in contatto con i malati durante i lunghi periodi di pestilenze e carestie. I butti sono stati utilizzati molte volte nel corso dei tempi, tanto che ancora oggi è possibile trovare ceramiche, vetri e manufatti di ogni tipo. Molte di queste rilevanze archeologiche sono ancora oggi esposti presso il Museo Civico Luigi Rossi Danielli e nel Museo della Ceramica.

Viterbo Alchemica

Durante la suggestiva visita in compagnia delle guide di Viterbo Sotterranea sarà possibile vedere ricostruzioni estremamente fedeli di una serie di strumenti afferenti al mondo dell'alchimia: sembra, infatti, che gli ambienti sotterranei siano stati teatro di ricerche alchemiche volte alla scoperta della Pietra Filosofale, quell'elisir di lunga vita croce e delizia degli uomini di tutte le epoche. Sembra che Papa Giovanni XXI fosse dedito all'alchimia; egli morì solamente dopo otto mesi dall'elezione pontificia a causa del crollo di una parte del tetto della sua stanza al Palazzo Papale dove aveva costruito un laboratorio alchemico. È possibile vedere visitare la sua tomba all'interno della Cattedrale di San Lorenzo.



Viterbo e Federico II

I cunicoli della Viterbo Sotterranea erano funzionali in caso di assedi, come quello che avvenne nell'anno 1243. Viterbo era divisa in due fazioni, i Guelfi (filo-papali) e i Ghibellini (filo-imperatore). La città, che nella sua storia ha sempre mostrato simpatie guelfe in quel periodo voleva espandere i propri domini anche perché Roma non vedeva di certo di buon occhio il forte sviluppo di una città posta a pochi chilometri di distanza. Nell'anno del Signore 1240, Federico II giunse a Viterbo con l'obiettivo di attaccare Roma in quanto capitale del Patrimonio di San Pietro. Insediatosi in città con grandi feste da parte della folla, Federico si mostrò un abile mediatore tra le due fazioni in lotta. Tuttavia, la parte guelfa mal sopportava la presenza di un imperatore apertamente contro il papato. Gli scontri erano all'ordine del giorno, fino a quando furono utilizzati i sotterranei per "sbucare" letteralmente a valle Faul prendendo alle spalle l'accampamento nemico sconfiggendolo.

Dal Brigantaggio alla II Guerra Mondiale

Il brigantaggio fu un fenomeno figlio della nascita del Regno d'Italia nel 1861. In questo periodo i sotterranei divennero strumenti utilissimi per fuggire, per promuovere traffici illeciti o per evitare scontri con le forze dell'ordine. Il brigantaggio in qualsiasi forma aveva un'unico comune denominatore, la fame, sintomo che portava a omicidi, saccheggi e furti di bestiame. I cunicoli, così come al vegetazione circostante, si rivelarono strumenti perfetti per fuggire anche grazie alla connivenza della popolazione.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Viterbo subì due bombardamenti: uno nell'estate del 1943 quando fu distrutto l'aeroporto, l'altro il 17 gennaio del 1944 quando ad essere colpita fu la part nord occidentale della città. Si calcola che durante i bombardamenti furono distrutte ben 600 case mentre 1800 furono danneggiate alcune in maniera irreversibile. Centinaia di persone fuggirono attraverso i cunicoli, trovando proprio nel cuore della città, il rifugio ideale. Ancora oggi è possibile leggere le date che i rifugiati scolpirono a testimonianza della loro "prigioni".

3000 e passa anni sono conservati a sotto Viterbo: ora, grazie alle preparatissime guide, sarà possibile rivivere i fasti, i vizi e le virtù di una città la cui storia inizia nella notte dei secoli.

Tesori di Etruria (www.tesoridietruria.it)

Viterbo - piazza della Morte 1
Civita di Bagnoregio - via Porta Santa Maria snc
Sovana (Sorano, GR) - piazza del Pretorio, 9

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