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La Grande Storia dei Cavalieri Templari

Creati per difendere la Terrasanta a seguito della Prima Crociata i Cavalieri Templari destano ancora molto interesse: scopriamo insieme chi erano e come vivevano i Cavalieri del Tempio

La Grande Leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda

I personaggi e i fatti più importanti del ciclo arturiano e della Tavola Rotonda

Le Leggende Medioevali

Personaggi, luoghi e fatti che hanno contribuito a conferire al Medioevo un alone di mistero che lo rende ancora più affascinante ed amato. Dal Ponte del Diavolo ai Cavalieri della Tavola Rotonda passando per Durlindana, la leggendaria spada di Orlando e i misteriosi draghi...

lunedì 11 gennaio 2016

TURISMO TEMPLARE


BIBLIOGRAFIA SUI CAVALIERI TEMPLARI


  • AA VV. I Templari. Una vita tra i riti cavallereschi e fedeltà alla Chiesa, G. Viti (a cura di). Atti del I convegno I Templari e san Bernardo di Chiaravalle, Certosa di Firenze, 23-24 ottobre 1992. Edizioni della Certosa di Firenze, 1995
  • AA VV. Monaci in armi. L'architettura sacra dei Templari attraverso il Mediterraneo, G. Viti-A. Cadei-V. Ascani (a cura di), Atti dal I Convegno I Templari e San Bernardo di Chiaravalle, Certosa di Firenze, 23-24 ottobre 1992. Edizioni della Certosa di Firenze, 1995
  • AA VV. I Templari, la guerra e la santità. Il Cerchio, Rimini 2000. ISBN 88-86583-73-7
  • Malcom Barber. La Storia dei Templari. Libreria Editrice Goriziana.
  • Martin Bauer. Il mistero dei Templari (Die Tempelritter Mythos und Wahrheit). 1997. ISBN 88-541-0403-5
  • Gianni e Umberto Battini. La Via Francigena. Il guado del Po tra IV e XIV secolo. Banca di Piacenza, 1998
  • Bernardo di Chiaravalle. Ai Cavalieri del Tempio. L'elogio della nuova Cavalleria, (a c. di Mario Polia). Il Cerchio, Rimini 2003. ISBN 88-8474-022-3
  • Georges Bordonove. La vita quotidiana dei Templari nel XIII secolo. Mondadori, 1995
  • Georges Bordonove. I Templari. ed. Sugarco, 1993
  • Georges Bordonove. La tragedia dei Templari. Bompiani, 2003. ISBN 88-452-9079-4
  • Fulvio Bramato. Storia dell'Ordine dei Templari in Italia. Fondazioni. Atanor, 1991
  • Fulvio Bramato. Storia dell'Ordine dei Templari in Italia. Le inquisizioni. Le fonti. Atanor, 1994
  • Bianca Capone, Loredana Imperio, Enzo Valentini, Guida all'Italia dei Templari, Ed. Mediterranee
  • Franco Cardini. La nascita dei Templari. San Bernardo di Chiaravalle e la Cavalleria mistica. Il Cerchio, Rimini 1999
  • Franco Cardini. Templari e templarismo. Storia, mito, menzogne. Il Cerchio, Rimini 2005. ISBN 88-8474-045-2
  • Simonetta Cerrini. La rivoluzione dei Templari. Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-58074-4
  • Oronzo Cilli. I Templari a Barletta - Nuove acquisizioni. CRSEC Puglia, 2002
  • Oronzo Cilli. Nuovi particolari sulla precettoria templare di Barletta in Atti del XX Convegno di Ricerche Templari. Penne & Papiri, 2002
  • Vittorangelo Croce, I Templari e la fine del Regno di Gerusalemme, Newton Compton, Roma, 2004. i ISBN - 88-8289-814-8
  • Alain Demurger. Vita e morte dell'Ordine del Tempio. Garzanti, 1996
  • Alain Demurger. I Templari. Un ordine cavalleresco cristiano nel medioevo. Garzanti, 2006. ISBN 978-88-11-68158-8.
  • Mauro Giorgio Ferretti, Giorgio Finotti. Templari oggi. Pauperum Commilitonum Christi Templique Mariae. San Marino, Aiep, 2004
  • Barbara Frale. I Templari. Il Mulino, 2004, ISBN 978-88-15-09798-9
  • Barbara Frale. L'ultima battaglia dei Templari. Dal codice ombra d'obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia, collana I libri di Viella, 25, ed. Viella, 2007 (I edizione 2001), ISBN 978-88-8334-037-6
  • Barbara Frale. Il Papato e il processo ai Templari. L'inedita assoluzione di Chinon alla luce della diplomatica pontificia (estratto), collana La corte dei papi, Viella, 12 novembre 2003, ISBN 978-88-8334-098-7
  • Mario Arturo Iannaccone. Templari, il martirio della memoria - mitologia dei cavalieri del tempio. Milano, Sugarco, 2005. ISBN 88-7198-498-6
  • Sławomir Majoch (a cura di). Catalogo della mostra I Templari. Mito e storia. Pologne, Museo di Toruń, 2004. ISBN 83-87083-72-0
  • Bernard Marillier. I Templari. Il Nuovo Mondo Edizioni
  • Sabina Marineo. L'Eresia templare. Venexia Edizioni, Roma 2008. ISBN 978-88-87944-58-7
  • Mario Moiraghi. L'italiano che fondò i Templari. Ancora, 2005. ISBN 88-514-0279-5
  • Michele Moramarco. Nuova Enciclopedia Massonica Bastogi, Foggia 1997
  • Helen Nicholson. Knight Templar Oxford, Osprey, 2004. ISBN 1-84176-670-4.
  • Peter Partner. I Templari (The Murdered Magicians: The Templars and their Myth). Torino, Einaudi, 1987. ISBN 88-06-17417-7
  • Franco Peregrino. Nuovi cenni sui Templari in La Lettera G n. 4. Equinozio di Primavera, 2006
  • Franco Peregrino. La fine dei Templari e le sue conseguenze in La Lettera G n. 5, Equinozio d'Autunno, 2006
  • Ennio Pomponio. Templari in battaglia Ed. Penne e Papiri - 1996
  • Petromilli Gabriele. La Milizia del Tempio Ed. Il Cavallo Alato - 1991
  • Petromilli Gabriele. Marche Templari Ed. Mystery Investigation & Research - 1998
  • Petromilli Gabriele. I Templari e la Santa Casa di Loreto ed. Aratron - 1986
  • Roberto Pinotti. Enrico Baccarini. Italia Esoterica. Editoriale Olimpia, 2004
  • Michele Raffi. Apologia dei Cavalieri templari. Il Cerchio, Rimini 1997
  • Piers Paul Read. La vera storia dei templari (The Templars), prima edizione. Roma, Newton & Compton Editori, 2001. ISBN 88-8289-540-8
  • Vito Ricci, I Templari nella Puglia medievale, Edizioni dal Sud, Bari 2009. ISBN 8875530467
  • Enzo Valentini. Le tenute agricole dei templari romani. 09 2007. URL consultato in data 24 novembre 2008.
  • Goffredo Viti O. Cist. (a cura di), Monaci in armi, Ed. Certosa di Firenze, 1995
  • Goffredo Viti (a cura di), I Templari – Una vita tra riti cavallereschi e fedeltà alla Chiesa, Ed. Certosa di Firenze, 1995

domenica 10 gennaio 2016

DOCUMENTARI TEMPLARI


MISTERI TEMPLARI


CONTENUTI TEMPLARI DI SGUARDO SUL MEDIOEVO


BENIGNI LEGGE DANTE: XXXIII DEL PARADISO

Canto XXXIII, il quale è l’ultimo de la terza cantica e ultima; nel quale canto santo Bernardo in figura de l’auttore fa una orazione a la Vergine Maria, pregandola che sé e la Divina Maestade si lasci vedere visibilemente.


«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio, 3

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura. 6

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore. 9

Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace. 12

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ ali. 15

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre. 18

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate. 21

Or questi, che da l’infima lacuna
de l’universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una, 24

supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l’ultima salute. 27

E io, che mai per mio veder non arsi
più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi, 30

perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
sì che ’l sommo piacer li si dispieghi. 33

Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi. 36

Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!». 39

Li occhi da Dio diletti e venerati,
fissi ne l’orator, ne dimostraro
quanto i devoti prieghi le son grati; 42

indi a l’etterno lume s’addrizzaro,
nel qual non si dee creder che s’invii
per creatura l’occhio tanto chiaro. 45

E io ch’al fine di tutt’ i disii
appropinquava, sì com’ io dovea,
l’ardor del desiderio in me finii. 48

Bernardo m’accennava, e sorridea,
perch’ io guardassi suso; ma io era
già per me stesso tal qual ei volea: 51

ché la mia vista, venendo sincera,
e più e più intrava per lo raggio
de l’alta luce che da sé è vera. 54

Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
che ’l parlar mostra, ch’a tal vista cede,
e cede la memoria a tanto oltraggio. 57

Qual è colüi che sognando vede,
che dopo ’l sogno la passione impressa
rimane, e l’altro a la mente non riede, 60

cotal son io, ché quasi tutta cessa
mia visïone, e ancor mi distilla
nel core il dolce che nacque da essa. 63

Così la neve al sol si disigilla;
così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla. 66

O somma luce che tanto ti levi
da’ concetti mortali, a la mia mente
ripresta un poco di quel che parevi, 69

e fa la lingua mia tanto possente,
ch’una favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente; 72

ché, per tornare alquanto a mia memoria
e per sonare un poco in questi versi,
più si conceperà di tua vittoria. 75

Io credo, per l’acume ch’io soffersi
del vivo raggio, ch’i’ sarei smarrito,
se li occhi miei da lui fossero aversi. 78

E’ mi ricorda ch’io fui più ardito
per questo a sostener, tanto ch’i’ giunsi
l’aspetto mio col valore infinito. 81

Oh abbondante grazia ond’ io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi! 84

Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna: 87

sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch’i’ dico è un semplice lume. 90

La forma universal di questo nodo
credo ch’i’ vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch’i’ godo. 93

Un punto solo m’è maggior letargo
che venticinque secoli a la ’mpresa
che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo. 96

Così la mente mia, tutta sospesa,
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa. 99

A quella luce cotal si diventa,
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta; 102

però che ’l ben, ch’è del volere obietto,
tutto s’accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch’è lì perfetto. 105

Omai sarà più corta mia favella,
pur a quel ch’io ricordo, che d’un fante
che bagni ancor la lingua a la mammella. 108

Non perché più ch’un semplice sembiante
fosse nel vivo lume ch’io mirava,
che tal è sempre qual s’era davante; 111

ma per la vista che s’avvalorava
in me guardando, una sola parvenza,
mutandom’ io, a me si travagliava. 114

Ne la profonda e chiara sussistenza
de l’alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d’una contenenza; 117

e l’un da l’altro come iri da iri
parea reflesso, e ’l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri. 120

Oh quanto è corto il dire e come fioco
al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,
è tanto, che non basta a dicer ’poco’. 123

O luce etterna che sola in te sidi,
sola t’intendi, e da te intelletta
e intendente te ami e arridi! 126

Quella circulazion che sì concetta
pareva in te come lume reflesso,
da li occhi miei alquanto circunspetta, 129

dentro da sé, del suo colore stesso,
mi parve pinta de la nostra effige:
per che ’l mio viso in lei tutto era messo. 132

Qual è ’l geomètra che tutto s’affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond’ elli indige, 135

tal era io a quella vista nova:
veder voleva come si convenne
l’imago al cerchio e come vi s’indova; 138

ma non eran da ciò le proprie penne:
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne. 141

A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa, 144

l’amor che move il sole e l’altre stelle.

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