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giovedì 18 aprile 2019

I MISTERI DI PITIGLIANO E IL SUO INTRAMONTABILE FASCINO MEDIEVALE

I misteri di Pitigliano
La storia di Pitigliano è letteralmente costellata da miti e leggende di ogni tipo: già il fatto di essere conosciuta anche come Piccola Gerusalemme deve destare qualche “sospetto”. Sovente si fa riferimento a Gerusalemme in riferimento a luoghi particolarmente carichi di simboli o di energia (si pensi ad esempio alla Chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma chiamata anche “la Gerusalemme Celeste) proprio perché la cultura giudaica si porta con sé una serie di miti che affondano le proprie radici dalla leggenda di Hiram, il costruttore del Tempio di Salomone custode di incredibili tesori (Arca dell’Alleanza, la Menorah, il Graal).
Partiamo proprio dalla presenza ebraica a Pitigliano, una presenza che affonda le radici alla fine del quattrocento quando divenne un vero e proprio rifugio dalle Bolle Papali del 1555 (Cum nimis Absurdum) e 1569 (Hebraeorum gens) oltre che dalle azioni vessatorie del Granducato di Toscana. Furono infatti immuni dalla furia censoria delle istituzioni dell’epoca le zone indipendenti tra Lazio e Toscana. Questa sorta di limbo consentì alla comunità ebraica di svilupparsi anche grazie all’arrivo di altri ebrei da Scansano, Piancastagno, Proceo e Sorano concentrando le proprie comunità in quella di Pitialino.
Durante il secondo conflitto mondiale, Pitigliano divenne luogo di rifugio dalle feroci persecuzioni naziste (sono ancora presenti tracce del pesante bombardamento alleato data la presenza nei nazisti a Palazzo Orsini) grazie ai cunicoli presenti nel sottosuolo per questo di narra che racchiudano i preziosi tesori dei banchieri ebraici più influenti lasciati nel corso dei secoli. Di certo sappiamo che l’avventore che si inoltra nei meandri del borgo può visitare le cantine Kasher e godere del vino ebraico per non parlare del famoso forno di pane azzimo.
Questi vicoli scavati nel tufo sono di origine etrusca, così come le Vie Cave che sono un misto di via di comunicazione e percorsi sacri (non è un caso la presenza massiccia di necropoli). La particolare struttura, anche sotterranea, di Pitigliano non può essere messa in secondo piano da chi è appassionato di mistero; l’Italia è costellata di sotterranei il più delle volte misteriosi (basti pensare a Viterbo Sotterranea in cui ci sono tracce templari oppure Narni Sotterranea con la presenza di una cella ricca di graffiti dai forti connotati alchemico/massonici).
Si pensa che al di sotto della Pitigliano che vediamo ci siano i resti delle antiche abitazioni che hanno costruito il substrato di quelle attuali: per questo, si dice, esiste un sotterraneo privato in cui sono presenti colonne con immagini falliche, probabilmente luogo di adorazione del paganesimo e di riunione di sette religiose che volevano mantenere la propria clandestinità. Esiste poi un’altra cantina in cui è possibile notare simboli dal chiaro riferimento massonico (squadra e compasso) che, probabilmente, fa di questo luogo una vera e propria “loggia”; non è un caso che molti convegni della Massoneria Italiana siano stati organizzati proprio a Pitigliano grazie al patrocinio del Comune.
A questo punto sorge una domanda: come mai non sono mai state fatte ricerche più approfondite? Può essere davvero presente un tesoro? E se sì, cosa può essere? Di certo, la sola presenza di una folta comunità ebraica già può far capire come Pitigliano abbia un qualcosa di esoterico e fortemente simbolico e la presenza di simboli in riferimento alla massoneria e a culti religiosi unita a questa ritrosia a mostrare al mondo le vie sotterranee trasformano quelli che sono dei semplici indizi in qualcosa di più concreto.
Le persone particolarmente ricettive avrebbero, nel corso del tempo, percepito una tale quantità di vibrazioni che addirittura hanno preferito andare a vivere altrove. Sicuramente il turista che si affaccia per la prima volta a Pitigliano non può che restarne affascinato ma anche colpito: ci sono simboli strani cosparsi in tutta la città sta solo a chi li sa “leggere” può comprendere appieno la vera, e misteriosa, storia di Pitigliano.
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