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mercoledì 22 maggio 2013

ABBAZIA SANTA MARIA DEL CASALE

L'Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale è un santuario diocesano dell'Arcidiocesi di Matera-Irsina, ed è stato uno dei santuari del Giubileo 2000. Si trova nell'abitato di Pisticci e giuridicamente appartiene alla Parrocchia di Cristo Re Pisticci. Fu presumibilmente costruita intorno al 1087 sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino da Rodolfo Maccabeo ed Emma d'Altavilla, sul monte Corno, allora fuori dal centro urbano di Pisticci. L'abbazia, dedicata alla Beata Vergine Maria, fu affidata ai monaci benedettini di Taranto.
Il complesso, formato dalla chiesa e dal chiostro con la certosa, è in stile romanico pugliese, costruito in pietra locale. Della costruzione originaria è rimasta integra solo la chiesa, attualmente sono invece in fase avanzata i lavori di ricostruzione del campanile, del chiostro e della certosa. L'interno della chiesa si presenta a tre navate terminanti con absidi semicircolari. Il tetto è ligneo a capriate, retto da archi ogivali su colonne squadrate. È presente l'arco santo centrale e nelle pareti si aprono monofore con archi a tutto sesto.
Sulla facciata spicca la successione di archetti a tutto sesto sotto la cornice e particolarmente importanti sono il grande rosone e il portale. Il portale risale al 1200, ha forma ogivale con tre fasce scolpite con foglie d'acanto a spine. L'arco interno è sostenuto da due colonnine laterali con capitelli scolpiti con figure di aquilotti a sinistra e tigrotti a destra. Il grande rosone ha le stesse decorazioni del portale e immette luce nella chiesa insieme alle monofore sulle pareti laterali, munite di vetrate recenti raffiguranti dei Santi.
La statua della Vergine è una scultura in legno del XII secolo e fu incoronata da papa Giovanni Paolo II il 27 aprile 1991 a Pisticci davanti ai lavoratori e ai fedeli Lucani. Oggi si stanno facendo lavori di recupero e di ricostruzione del complesso abbaziale. Da poco sono iniziati i lavori di recupero anche della piazzia e della strada che conduce al santuario, il progetto è finanziato dall'Unione Europea e dal Comune di Pisticci.

Fonte: Wikipedia

martedì 27 novembre 2012

LA CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE

A pochi Km da Matera, lungo la Appia antica, in una delle gravine che solcano l’altopiano della Murgia, si trova uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia: la Cripta del Peccato Originale. In una cavità rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del “Pittore dei Fiori di Matera” ha narrato scene dell’antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al  IX sec. d.C. Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale è diventata una delle tappe imperdibili  nella visita alla Città dei Sassi. Un restauro esemplare, voluto dalla Fondazione Zétema di Matera e realizzato con la consulenza dell' Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Attraverso un percorso luci-suoni, la visita alla “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre è la perfetta fusione tra emozione e cultura.

APRILE – SETTEMBRE

09:30
11:00
12:30
15:30
17:00
18:30

OTTOBRE – MARZO

09:30
11:00
12:30
15:30

È inoltre possibile prenotare visite esclusive, visite notturne, visite didattiche e  laboratori. Per info costi contattare il 3205350910

Fonte: http://www.criptadelpeccatooriginale.it

lunedì 10 settembre 2012

CRACO

Craco (Graculum in latino) è un comune italiano di 775 abitanti della provincia di Matera in Basilicata. Il centro storico, negli anni sessanta, ha conosciuto un'evacuazione che lo ha reso una vera e propria città fantasma. Questo fenomeno ha contribuito comunque a rendere particolare l'abitato di Craco, che per tale caratteristica è stato scelto come set cinematografico di vari film.
rberto, di probabile origine normanna, ne fu il primo feudatario tra il 1154-1168. Di questa epoca è la struttura del borgo antico, in cui le case sono arroccate intorno al torrione quadrato che domina il centro. Nel 1276 Craco divenne sede di una Universitas. Durante il regno di Federico II, Craco fu importante centro strategico militare. Il torrione infatti domina la valle dei due fiumi che scorrono paralleli, il Cavone e l'Agri, via privilegiata per chi tentava di penetrare l'interno. La torre di Craco, insieme ad altre fortificazioni ed avamposti della zona, come la Petrolla, di rimpetto a Craco, erano barriera di protezione per città al tempo ricche quali Pandosia e Lagaria, entrambe al di là dell'Agri, entrambe prospicienti la feconda Siritide. Nel XV secolo, la città si espanse intorno ai quattro palazzi:
  • Palazzo Maronna, vicino alla torrione, con bell'ingresso monumentale in mattoni, e con grande balcone terrazzato.
  • Palazzo Grossi, vicino alla Chiesa Madre, ha un alto portale architravato, privo di cornici. I piani superiori sono coperti da volte a vela e decorati con motivi floreali o paesaggistici racchiusi entro medaglioni. Parte delle finestre e dei balconi conservano ringhiere in ferro battuto.
  • Palazzo Carbone, edificio della fine del Quattrocento, ha un ingresso monumentale. Nel Settecento, il palazzo fu rinnovato ed ampliato.
  • Palazzo Simonetti.
Fonte: Wikipedia

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