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martedì 18 aprile 2017

LA ROCCA DEL CAMPIDOGLIO

Prima di essere sede dell’attuale amministrazione Capitolina, dei musei capitolini, del palazzo rinascimentale michelangiolesco e del palazzo Senatorio medievale, il palazzo del Campidoglio è stato una rocca a protezione di un punto strategico dai primi villaggi dell’età del bronzo e l'alto medioevo.

Tuffiamoci nel passato tra mito e storia, cavalcando per quasi quattromila anni.

La leggenda vuole la fondazione di Roma sul colle Palatino ad opera di Romolo, tuttavia l’archeologia attesta nuclei abitativi, fin dal 1500 a.C., su tutti i colli romani e in particolar modo sul monte Capitolino (Campidoglio) da cui si dominava il guado del Tevere, l’isola Tiberina. Il Tevere costituiva sin dal antichità il confine tra le popolazioni etrusche e latine, ed il controllo dell’isola Tiberina era strategico sul passaggio di merci e persone.

Tornando alla leggenda Romolo tracciò un solco quadrato delimitando le mura della città, più realisticamente, il primo re di Roma, riunì i villaggi, fortificandoli in una unica città, per meglio difendersi dagli attacchi di Etruschi e Sabini, ne è testimonianza il racconto mitologico del Ratto delle Sabine come espressione della continua guerra con questi ultimi.

La presenza di una struttura fortificata sul Campidoglio è accennata da Tito Livio in Ab Urbe Condita a riguardo del sacco di Roma del 390 a.C. da parte di Brenno e dei suoi Galli Senoni, che posero d’assedio il Campidoglio, dove si rifugiarono i senatori dopo la sconfitta dell’esercito romano sulla
Salaria.

La destinazione militare del Campidoglio s’interruppe nel 78 a.C., quando su di esso fu edificato il Tabularium, nome derivato dai documenti che custodiva incisi su tabulae bronzee, l’archivio di Stato della repubblica.

A seguito della caduta dell’impero e alle continue scorrerie di barbari nell'agro romano, fu abbandonato alla rovina, fino a quando la sua posizione strategica, indusse nuovamente la fortificazione del colle. Le prime testimonianze certe si hanno nel 1144, quando sui resti del Tabularium la famiglia dei Corsi innalzò una rocca, ancora ben visibile sulla facciata posteriore del palazzo del Campidoglio. La rocca aveva pianta regolare con quattro torri angolari quadrate e una quinta centrale con la funzione di Mastio. L’ingresso principale era raggiungibile da una scala quindi sopraelevata e ben difendibile. Merli e caditoie resero la struttura inespugnabile e ben presto venne requisita da papa Innocenzo VI come sede dei Senatori nel nuovo statuto del comune romano del 1358.

Lo spiazzo sterrato antistante era stato destinato alle adunanze di popolo ed affiancato da edifici destinati alla sede dei Banderesi, cioè dei capitani della milizia cittadina.

Nel 1453, papa Niccolò V fece costruire il Palazzo dei Conservatori, ristrutturando pesantemente le Case dei Banderesi per realizzare la sede della nuova magistratura. I lavori di rifacimento coinvolsero anche il Palazzo Senatorio, ma furono interrotti dalla morte del pontefice. Il progetto di sistemazione della piazza del Campidoglio fu ripreso da papa Paolo III e affidato a Michelangelo: furono quindi costruiti il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, attuali sedi dei Musei Capitolini.

La transizione da struttura militare a palazzo rinascimentale è totale sulla facciata nord: l’ampia scalinata di rappresentanza, affiancata dalle statue del Tevere, del Nilo e della dea Roma, l’apertura di luminose finestre, la trasformazione del Mastio in garitta con campane (e successivamente orologio). Al contrario la facciata sud è una fotografia del antico palazzo dei Corsi, che consente ancora oggi di vedere la stratificazione dalla Roma Classica a quella medievale. Nella piazza realizzata, secondo il progetto di Michelangelo e ultimata dopo la sua morte, fu collocata la celebre statua equestre di Marco Aurelio e una nuova scala di accesso, la Cordonata, che permetteva la salita anche a cavallo, grazie ai gradini bassi e in pendio.

Sui resti del tempio di Giunone Moneta era sorta la basilica di Santa Maria in Aracoeli a cui si accedeva con una ripida scalinata, e il suo convento, poi distrutto per ottenere lo spazio necessario alla costruzione del Vittoriano portando alla definitiva situazione attuale del colle del Campidoglio.

Da www.banderentium.it, Articolo di Giuseppe Benevento

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