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domenica 10 aprile 2016

UN VIAGGIO INASPETTATO: "ROMA - AQUISGRANA, ANDATA E RITORNO" - II INCONTRO



Nuovo appuntamento del ciclo di incontri "Un viaggio inaspettato": "Roma - Aquisgrana, andata e ritorno" Nasce un nuovo ordine: Roma diventa universale.
Il Sacro Romano Impero e le sue fondamenta: il monaco, il guerriero ed il contadino.

L'incontro con il prof. Mario Polia si terrà alle ore 20:30 di domenica 10 aprile presso la sala adiacente alla chiesa di San Giovanni Battista de' Fiorentini sita in piazza dell'Oro 1 a Roma.
Per motivi organizzativi si ritiene necessario prenotare la propria presenza.

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni. Polia è attivo fin dal 1971 nel campo scientifico della ricerca archeologica e antropologica nelle Ande peruviane. Tra le numerose attività che ha creato e diretto si annovera la Missione "Ande Settentrionali", organizzata dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia, attivata dal 1987 sulla Cordigliera di Wamaní, Dipartimento di Piura, nelle provincie di Ayabaca e Huancabamba. Nel campo archeologico è stato svolto, in coordinazione con l'organo governativo Instituto Nacional de Cultura del Perú, un programma metodico di scoperta e catalogazione del patrimonio monumentale e delle aree cimiteriali. Qui, fin dal 1993, sono iniziati scavi sistematici di necropoli appartenenti all'antico gruppo etnico degli Ayawak'a. Questo formava parte, prima della conquista incaica, dell'etnia Wayllakuntur di origine alto-amazzonica e di derivazione Shuar (o Jíbaro). Le ricerche intraprese dalla Missione "Ande Settentrionali" sono in assoluto le prime; esplorazioni e scavi hanno permesso di costituire il primo nucleo di dati utili a scrivere un capitolo della storia sconosciuta del Perù pre-incaico.

L'esistenza dell'El Dorado. Il nome di Mario Polia nel 2001 compare nelle cronache giornalistiche di tutto il mondo (come: Die Zeit, El Pais, Le Monde, The New York Times per citarne alcune) per la scoperta fatta durante una ricerca presso gli archivi romani della Compagnia di Gesù. Selezionando circa settemila documenti inviati dai missionari gesuiti a Roma, l'attenzione di Polia si sofferma sul primo volume della Peruana Historia, una collezione di manoscritti degli anni compresi tra il 1567 e il 1625, e in particolare su una lettera alla pagina 38. La lettera descrive la relazione che il gesuita Padre Andrea Lopez, rettore del Collegio dei Gesuiti a Cuzco, fa a Claudio Aquaviva, (il quinto Generale dell'Ordine dei gesuiti dal 1581 al 1615), o al suo successore Muzio Vitelleschi, su una sua visita presso il misterioso luogo del Paititi (nome incas dello spagnolo El Dorado). Nel rapporto Padre Andrea Lopez parla di un “miracolo avvenuto nel regno del Paititi per la grazia di Dio” in una "città ricchissima abbondante di oro, argento e pietre preziose" dove la popolazione conosceva l'uso della metallurgia e dell'architettura monumentale e possedeva un'organizzazione politica molto evoluta con a capo un monarca che ricorda l'impero incaico. La cronaca del religioso gesuita racconta come il Re del Paititi, una volta convertitosi, offrì di costruire "una chiesa fatta con blocchi di oro massiccio". Secondo Polia tale scoperta potrebbe costituire la "prova dell'esistenza di uno dei luoghi più misteriosi del mondo, l'El Dorado". Il Padre Generale dell'Ordine dei Gesuiti considerò interessante il rapporto di Padre Lopez tanto che ne informò il papa richiedendogli l'autorizzazione per evangelizzare l'area. Quindi, secondo Polia, la Chiesa Cattolica sapeva dell'esistenza dell'El Dorado fin dal XVI secolo, e probabilmente ne conosceva anche l'esatta ubicazione. Lo studioso ipotizza che "il Vaticano non ne abbia mai diffuso la notizia per il timore che se rivelato avrebbe potuto rinnescare la corsa all'oro".

Fonte: Wikipedia

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