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lunedì 27 marzo 2017

ORDINI NEOTEMPLARI, FACCIAMO CHIAREZZA


Risultati immagini per templariIn qualità di blogger culturale non posso esimermi dall'inserire su Sguardo Sul Medioevo le notizie che riguardano il Medioevo in tutte le proprie forme. Vanto amicizie in alcuni ordini neo templari che, a quanto pare, danno fastidio a molte persone letteralmente sobbalzate dalla sedia per via di un articolo precedente riguardo una processione a Notre Dame in occasione del 704° anniversario del rogo di Jacques De Molay.

In questo blog abbiamo parlato più volte della Carta di Larmenio (un falso) e della moda templare che da Dan Brown in poi sembra stia vivendo una nuova vita: questo articolo vuole essere una sorta di "denuncia" circa ciò che avviene all'interno di un ordine neo templare (o almeno quelli da me frequentati in passato), niente di scabroso, niente rituali di sodomizzazione o baci saffici, stiamo parlando solamente di "come" ci si improvvisa templari (o neo templari).

Cosa sono gli ordini neotemplari

Ai sensi dell'articolo 18 della Costituzione Italiana:
"I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare."
Alla luce di ciò, un ordine neo templare ha il diritto di esistere in qualità di Associazione Culturale dotato di Statuto, Atto Costitutivo, Registrazione all'Agenzia delle Entrate e, eventualmente, riconoscimento come Associazione Riconosciuta tramite atto notarile.  

La legge italiana, tuttavia, specifica agli articoli 7 e 8 della legge 178 del 1951

Art. 7
I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli Affari Esteri.
I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino a lire 2.500.000 (4).
L'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti (5).
Nulla è parimenti innovato alle norme in vigore per l'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Art. 8
Salvo quanto è disposto dall'art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 1.250.000 a lire 2.500.000 (6).
Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell'entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da lire 250.000 a lire 1.750.000 (7).
La condanna per i reati previsti nei commi precedenti importa la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del Codice penale.
Le disposizioni del secondo e terzo comma si applicano anche quando il conferimento delle onorificenze, decorazioni o distinzioni sia avvenuto all'estero.

Ora...la questione è semplice. In qualità di associazioni private la nomenclatura dei gradi all'interno delle associazioni stesse sono assolutamente permesse in quanto identificano i ruoli di un'associazione. Ovviamente, non è permessa, ai sensi dei sopra indicati articoli, presentarsi in qualità di Cavaliere dell'Ordine tal dei tali a meno che che, vedasi comma 3 articolo 7 si possa vantare di essere membri delle associazioni cavalleresche riconosciute dallo Stato Italiano e dalla Santa Sede.

Da un punto di vista storico, l'ordine templare rappresentava la fusione perfetta tra il monaco e il cavaliere: parimenti, l'ordine neo templare si fregia di rappresentare il medesimo significato nonostante, questo è sempre bene ricordarlo, solamente il Papa ha il potere di consacrare o abolire un ordine monastico proprio come fece Clemente V con i Cavalieri Templari. 

Tralasciamo in questa sede eventuali scomuniche a carico di chi usa la croce patente su un mantello, vogliamo scendere nel fattore etico della vicenda.

Da Dan Brown in poi il proliferare di ordini neotemplari sembra inarrestabile. Sono migliaia gli ordini (o meglio le Associazioni) che si sono fregiate della croce patente, che svolgono processioni in chiese con in placet del parroco di turno e, alcune volte anche del vescovo di turno, e che basano la propria attività sulla beneficenza.

Da ex membro di alcuni ordini neotemplari, ho vissuto momenti controversi. Naturalmente lungi da me fare nomi e cognomi, mia intenzione è solo quello di farvi capire come funzionano queste associazioni.
In molti casi sono associazioni letteralmente fittizie, o meglio, legali per lo Stato (con codice di riferimento, tasse versate, statuto, atto costitutivo ecc...) ma che, alla fine della fiera, non fanno assolutamente nulla sul campo, niente beneficenza, niente eventi, niente cerimonie (se non quelle di investitura) niente di niente. Di contro ci sono associazioni iperattive, che si sono recate recentemente nelle zone terremotate del Centro Italia, particolarmente attive ogni domenica aiutando supportando il parroco alla celebrazione della messa, creando eventi di sensibilizzazione in zone difficili e così via. Ebbene, cosa c'è di male fregiarsi di una croce su un mantello bianco brandendo una spada? Che fastidio dà alla gente o agli studiosi vedere un uomo che prega con un mantello perché magari animato da ideali cavallereschi?

La cosa da segnalare come fortemente negativa, questa si, è la ricerca del mantello "perché è bello". Alcuni ordini neotemplari di mia conoscenza si divertono a farsi foto come fossero a una sfilata, in posa come ad una festa di matrimonio: questa sorta di abominio culturale ed etico mi infastidisce in quanto il simbolo della croce, tanto più che si riferisce ad un ordine glorioso, non deve essere un mezzo per vantarsi con gli amici e per mostrare un'insegna che, per lo stato, non conta nulla. Attenzione, anche gli ordini cavallereschi riconosciuti dalla Chiesa Cattolica non possono esimersi da una certa sobrietà nell'ostentazione dei propri simboli.

Ci sono alcuni elementi che hanno destato nel tempo il mio più completo sdegno:
  • Membri di ordini neotemplari appartenenti alla Massoneria (attenzione, non ho nulla contro la Libera Muratoria ma, capite bene, è un controsenso abbastanza potente)
  • Membri che ricoprono alte cariche civili con stipendi molto alti (non c'è nulla di male a fare il dirigente commerciale, ma uno stipendio di 6000 euro al mese non ti può configurare come un povero, in tutti i sensi, soldato di Cristo)
  • Membri con Rolex ai polsi
  • Membri con fuoriserie di ogni marca (non potrò mai dimenticare una Maserati)
  • Membri che rifiutano la Comunione in quanto medici (così è stato detto)
Chi vi scrive si è dimesso da un ordine e si sta dimettendo in queste ore da un'altro: il mondo del neotemplarismo preferisco seguirlo da esterno, collaborando da un punto di vista storico qualora ce ne fosse bisogno. Proprio per questo ho ritenuto interessante l'evento degli amici dell'Ordine Jacques De Molay a Notre Dame.

Non sono un membro del loro ordine, ma nel tempo ho avuto modo di conoscere alcuni di loro e le loro attività assolutamente lodevoli in campo sociale; di certo sono una delle associazioni più attive e più sincere con persone davvero votate a Cristo e alla sua Chiesa (tra l'altro recentemente si sono autotassati per finanziare la ristrutturazione di una cappella templare a Napoli) . Ho collaborato in passato con la stesura di pannelli informativi in occasione di un'importante mostra a Napoli, presso il Maschio Angioino, riguardante l'Ordine del Tempio, così come collaboro come ufficio stampa per i loro eventi culturali (incontri, seminari ecc...).

Possiamo stare a parlare per ore del bisogno di mettersi un mantello: io rimango dell'idea che fino a quando si agisce nella legge, mettersi un mantello non è di certo un reato, da un punto di vista etico, per mettersi un mantello che si rifà ad un glorioso ordine medievale, bisogna predisporsi d'animo e agire di conseguenza, d'altronde, non ricordo di templari che giravano in Maserati.

Tengo a precisare che negli ordini in cui sono entrato non ho assistito mai a cerimonie strane, contrarie alla morale pubblica e contrarie alla legge, anzi, ogni cerimonia di investitura è aperta al pubblico che può parteciparvi come meglio crede. 

Non si è voluto offendere nessuno, si voleva solamente spiegare cosa c'è dietro un ordine neotemplare, cosa apprezzare e come riconoscere un ordine falso da uno davvero rivolto al bene comune.

Emiliano Amici

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