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martedì 18 ottobre 2016

COME SI SMALTIVANO I RIFIUTI NEL MEDIOEVO?

Negli ultimi anni si fa un gran parlare di raccolta differenziata dei rifiuti: vi siete mai chiesti come si smaltivano durante il Medioevo? Ebbene si, le città medievali erano sovente maleodoranti e questo comportava una alta possibilità di incorrere in malattie a larga diffusione. I rifiuti del mondo medievale erano diversi da quelli del mondo consumista degli ultimi decenni: non c'era plastica, niente sostanze chimiche o radioattive. 

Come si riciclavano gli scarti nel Medioevo?

Il cibo, naturalmente, veniva riciclato dagli scarti delle preparazioni casalinghe: ecco perché si dice, ad esempio, che la nostra cucina è "povera" proprio perché fin da tempi remoti siamo stati in grado di trasformare avanzi di cibo in piatti da gourmet. Il problema delle città erano non solo gli scarti delle lavorazioni del cibo ma anche gli escrementi degli animali e quelli umani dato che non c'era, ovviamente, un'urbanizzazione massiccia e organizzata come quella delle città attuali. 

Anche la struttura delle case non favoriva un corretto smaltimento degli scarti; gli appartamenti erano molto piccoli e anche i bagni erano provvisti solamente di una buca che versava le deiezioni direttamente nel canale, in unfossato o in un grande contenitore. Questo se si era fortunati, altrimenti si versavano i propri "scarti" direttamente per strada. Chi si occupava, poi, della pulizia delle strade? Ovviamente non c'erano i netturbini di oggi o aziende municipalizzate che si occupassero di mantenere decorose le strade: per questo ci si affidava alla pioggia o agli animali. Solamente dal XII secolo con la crescita della popolazione arriverà anche una maggiore sensibilizzazione della cura delle città con la creazione di centri più organizzati e con la riqualificazione delle zone già presenti.

I butti e le latrine

Le epidemie e le pestilenze erano ampiamente favorite dalla sporcizia, per questo molti comuni adottarono norme molto severe che vietavano di gettare immondizia per strada favorendo la raccolta degli scarti in una sorta di "isole ecologiche" che si trovavano sotto le proprie case, i "butti". Ovviamente nel butto veniva gettata ogni cosa, dagli scarti, ai vestiti ai propri escrementi e per cercare di arginare l'olezzo che fuoriusciva si metteva un coperchio fatto di pietra o legno: successivamente si utilizzava della cenere o calce viva per disinfettare il pozzo,

Un ottimo esempio di urbanizzazione che strizza l'occhio all'ecologia ci viene dalla Germania, esattamente da Friburgo. La città, fondata nel 1120, prevedeva un sistema di canali che copriva non in maniera capillare l'intera città e che era vietato sporcare in qualsiasi modo. Le norme rigide venivano, tuttavia, completamente disattese dagli abitanti che trasformarono in breve tempo la città in un luogo totalmente malsano. 

Le latrine erano funzionanti, si trovavano dietro le case ed erano costituite da un pozzo ricoperto in calcestruzzo con un buco al centro. Lo svantaggio era lo svuotamento del pozzo che prevedeva l'abbattimento e la successiva ricostruzione della struttura. Altri rifiuti che era facile trovare sparsi nelle città erano gli scarti della produzione artigianali (stoffe, cuoio ecc...). 

Nel 1231, con le Costituzioni di Melfi firmate da Federico II e che costituiscono il primo corpus di leggi in difesa della salubrità delle città, si prevedeva di spostare le lavorazioni nocive al di fuori della cinta muraria cittadina o in zone molto più lontane anche perché la lavorazione del cuoio emetteva nell'atmosfera sostanze decisamente dannose per la salute, basti pensare che la pelle dell'animale doveva essere trattata, essiccata e lavata e, come è facile immaginare, era facile che le acque utilizzate per la detersione del prodotto si inquinavano in maniera repentina. 

Proprio per questo, verso la fine del Medioevo, le lavorazioni artigianali furono completamente portate fuori dalle città senza tuttavia risolvere il problema dei rifiuti e del loro smaltimento. Solamente nel 1500 fu creata la figura del "Maestro di Immondizia", un classico "posto d'oro" come si direbbe ora: il maestro aveva un potere di grande importanza tanto che era facile cadere vittima di omicidi per appropriarsi del posto e che, proprio come oggi, divenne una vera e propria fonte di soldi per la criminalità organizzata.

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